Ponte Morandi, domani la prima sentenza. L'ad Autostrade: "Chiediamo scusa, è esigenza morale"

Arrigo Giana scrive una lettera di scuse rivolta ai familiari delle vittime alla vigilia della sentenza di primo grado nel processo per il crollo che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone. La reazione: "Sbigottiti"

Ponte Morandi crollato a Genova - AFP
Ponte Morandi crollato a Genova - AFP
15 luglio 2026 | 09.25
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A un giorno dalla sentenza di primo grado al processo per il crollo del Ponte Morandi, a Genova, che il 14 agosto 2018 provocò la morte di 43 persone, l'Ad di Autostrade per l'Italia Arrigo Giana scrive una lettera di scuse rivolta ai familiari delle vittime.

"In queste ore - scrive Giana - siamo in attesa della sentenza di primo grado sulla tragedia del Ponte Morandi, con lo stesso desiderio di verità che sentono i familiari delle vittime, i cittadini genovesi e tutti gli italiani. Tutti noi ricordiamo, come fosse oggi, quella mattina del 14 agosto 2018. Io ero uno dei milioni di cittadini che si trovava attonito davanti agli schermi della televisione, dove scorrevano le drammatiche immagini di quella tragedia che si stava consumando a Genova".  

"In quegli istanti - prosegue la lettera - il pensiero di tutti correva alle vittime innocenti, alle loro famiglie irreparabilmente distrutte, ai feriti assistiti da eroici soccorritori. Nel tempo che seguì il crollo del Ponte Morandi, continuavo quindi a domandarmi come fosse stato possibile non chiedere immediatamente scusa per quanto era successo. Un'ulteriore incomprensibile ferita, vissuta altrettanto drammaticamente dalla comunità".

"Le azioni e le scelte di alcuni - sostiene Giana - hanno lasciato ferite indelebili, quindi porgere oggi quelle scuse non fatte ieri è una nostra esigenza morale che va al di là dell’accertamento delle responsabilità e del corso della Giustizia verso la verità. Autostrade per l’Italia preserva la sua storia e il suo nome anche per custodire la memoria di quanto accaduto il 14 agosto 2018 come monito costante, anche se oggi questa azienda è altro rispetto ad allora: un nuovo corso sotto il controllo dello Stato e con nuovi azionisti. Una nuova gestione, con nuovi dirigenti che lavorano giorno per giorno per monitorare la rete, pianificare gli interventi e prevenire i rischi, garantendo così la sicurezza delle infrastrutture, dei viaggiatori e dei lavoratori".

"Rompiamo il silenzio dunque. Ribadendo l’assoluto impegno delle nostre diecimila lavoratrici e lavoratori affinché fatti del genere non si ripetano mai più, a nome del gruppo Autostrade per l’Italia voglio chiedere scusa ai familiari delle vittime, ai genovesi e a tutti gli italiani, per le sofferenze originate dal tragico evento del Morandi. Pur consapevole che il nostro gesto non potrà mai cancellare il loro dolore".

La reazione dei parenti delle vittime: "Sbigottiti"

"Siamo sbigottiti di leggere stamattina sui giornali nazionali un comunicato dell’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, Arrigo Giana che chiede scusa a nome della società per la strage del Ponte Morandi. Credo che neanche Totò, in qualche sceneggiatura, avrebbe potuto immaginare un momento meno opportuno. Domani sarà nota la sentenza di primo grado, emessa dal collegio giudicante, e oggi dopo oltre un anno alla guida della società l’amministratore delegato chiede scusa per il passato, evidenziando quanto sia diversa l’attuale composizione societaria, quanto sia cambiata, ecc". Lo scrive in una nota Egle Possetti, presidente del comitato Ricordo Vittime Ponte Morandi, commentando la lettera di scuse.

"Avevamo già sentito scuse tardive da parte dell’Ad Tomasi - scrive Possetti - pressato dalla giornalista durante un’intervista presso l’emittente genovese Primocanale, oggi le sentiamo dal nuovo Ad pressato dalla sentenza imminente; evidentemente gli Ad di questa società parlano di scuse solo sotto la pressione degli eventi. Le scuse, come ben sapete, dovevano essere fatte a suo tempo, ma nessuno le fece, i nuovi amministratori che via, via si apprestano a dirigere la società forse dovrebbero fare le scuse non appena nominati, spiegando però insieme alle scuse il loro piano dettagliato e molto convincente che vada in direzione opposta alla gestione pre crollo, le scuse non bastano occorrono sempre i fatti conseguenti".

"La società è in parte pubblica e deve essere in grado di fare reale prevenzione, a maggior ragione perché ne possiedono una cospicua parte i cittadini, per tramite Cdp - spiega Possetti -. Vedremo sei i piani attuali di rinnovamento saranno proficui per la sicurezza, lo vedremo solo fra qualche anno, invito il nuovo Ad a continuare a lavorare in questo senso, noi siamo preoccupati per la sicurezza, avendo purtroppo toccato con mano gli esiti nel caso in cui la stessa sia stata sempre sottovalutata. Credo che i cittadini debbano conoscere nel dettaglio i piani della società per il miglioramento delle performance di prevenzione, sicurezza ed efficacia dell’infrastruttura, se volessero renderli noti nello specifico e con trasparenza renderebbero certamente un ottimo servizio pubblico".

"Umilmente mi permetto di dare un piccolo consiglio, dovrebbero anche provare a ricercare dei metodi comunicativi più efficaci, penso non sarebbe una cattiva idea. Una buona comunicazione unita a fatti concreti consentirebbe di acquisire nel tempo credibilità e renderebbe inutile emettere comunicati spot di scusa", conclude la presidente del comitato.

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