Quando finirà la legislatura? Le ipotesi sul tavolo

01 ottobre 2026 | 17.26
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Sono diverse le variabili che possono incidere sulla data di chiusura della legislatura. Con una premessa necessaria. In una Repubblica parlamentare è il Capo dello Stato a dover sciogliere le Camere, e tutto lascia prevedere che Sergio Mattarella lo possa fare solo se le condizioni lo rendessero effettivamente necessario. Anche in questo senso vanno lette le dichiarazioni del Premier Giorgia Meloni che sul punto è stata particolarmente esplicita, con un messaggio rivolto soprattutto agli alleati che formano la maggioranza: non sarà lei a staccare la spina al suo governo, che vorrebbe far durare fino all’autunno 2027. E proprio la fiducia alla nuova legge elettorale è considerato il banco di prova per la tenuta della maggioranza. “Vorrei arrivare alla scadenza della legislatura. Finché ho una maggioranza solida per governare intendo governare e mi pare che i miei colleghi siano d'accordo con me", ha spiegato la presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi dopo il Cdm che ha deciso l’abolizione del bollo auto per il 2027, una misura che le opposizioni hanno subito etichettato come uno “spot elettorale”. Prescindendo dalle dichiarazioni ufficiali, che sono giustamente in linea con il dettato costituzionale, c’è un’altra opzione rispetto al voto in autunno che è considerata fondata dai principali osservatori. È l’ipotesi di anticipare il voto prima dell’estate, a maggio, magari in corrispondenza con la tornata amministrativa nelle grandi città, a partire da Roma e Milano. Si tratterebbe, sostanzialmente, di una ‘correzione’ del calendario naturale che consentirebbe di arrivare all’appuntamento con la sessione di Bilancio con un nuovo governo già in carica. Uno schema, questo, che anche il Colle potrebbe considerare vantaggioso, sia per la stabilità politica sia per la stabilità finanziaria, sia anche per ridurre i costi elettorali e puntare ad aumentare l’affluenza con un election day. È evidente che le stesse considerazioni potrebbero avere segno diverso dal punto di vista di chi, come la stessa Premier Meloni, potrebbe ritenere uno svantaggio l’accorpamento di politiche e amministrative.

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