Triplice omicidio a Roma, caccia ad amico della famiglia: diffusa foto del presunto killer

Famiglia del Bangladesh sterminata: uccisi madre, padre e figlia di 8 anni. Un altro figlio ferito e ricoverato. Ricercato aveva chiesto protezione internazionale ma domanda in valutazione

Kamal Uddin con la figlia, la casa della strage e il killer - Facebook + Adnkronos
Kamal Uddin con la figlia, la casa della strage e il killer - Facebook + Adnkronos
27 giugno 2026 | 07.34
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Caccia al killer e indagini a tappeto a Roma dopo il triplice omicidio compiuto ieri sera in zona Casalotti. Padre, madre e figlia di 8 anni - tutti originari del Bangladesh - sono stati uccisi nella loro abitazione. Ha 20 anni e non è in pericolo di vita, secondo quanto apprende l'Adnkronos, l'altro figlio di Kamal Uddin e Jahan Momotaj, scampato alla strage familiare compiuta al civico 35 di via Montiglio e ora ricoverato al Policlinico Gemelli.

Trasportato in codice rosso al Policlinico Gemelli, è l'unico superstite dell'agguato. Il 20enne sopravvissuto ha ferite e politraumi. I genitori, di 39 e 38 anni, non avevano precedenti. Sul posto i poliziotti del commissariato Aurelio e della Squadra Mobile impegnati nelle indagini. Le autopsie sui corpi saranno effettuate la prossima settimana.

Come disposto dalla procura di Roma che sta coordinando l'attività di indagine della Squadra Mobile della Questura sul triplice omicidio, è stata divulgata agli organi di stampa e sui canali social della Polizia di Stato la foto del presunto autore del delitto, identificato per Shahadat Hossain, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983.

Il bengalese di 43 anni non era titolare di un permesso di soggiorno e circa un anno fa aveva presentato a Frosinone richiesta di protezione internazionale ma a quanto apprende l'Adnkronos da fonti qualificate la domanda era ancora in fase di valutazione.

Caccia al killer

I poliziotti sono sulle tracce dell'uomo, che ha avuto una colluttazione con il primogenito delle vittime: sarebbe stato fatto entrare dalla coppia per dileguarsi poi subito dopo la strage. Tra le ipotesi investigative al vaglio degli investigatori della Squadra Mobile, vi è quella di una possibile matrice passionale del delitto. Al vaglio dei poliziotti tabulati telefonici e immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona.

Sequestrata una mannaia

E' stata inoltre sequestrata l'arma presumibilmente utilizzata per compiere la strage al civico 35 di via Montiglio. Si tratta di una mannaia, trovata nell'abitazione dagli agenti della Scientifica, sul posto con la Squadra Mobile impegnata nei rilievi. Con quella sarebbero stati uccisi Kamal Uddin, 39 anni, sua moglie Jahan Momotaj di 38 e la figlia di 8 anni, Arowa.

Impronte insanguinate su scale e muri del palazzo

Sul muro l’impronta di una mano insanguinata, sulle scale le tracce della fuga disperata del figlio 20enne, scampato alla furia omicida dell'assassino. Come mostrano le foto scattate dall'Adnkronos, nella palazzina a due piani di via Montiglio 35, nel quartiere romano di Casalotti, ci sono ancora i segni di una strage che ha sconvolto la Capitale (QUI IL VIDEO). Gli schizzi ovunque, le orme insanguinate del ragazzo sopravvissuto, a raccontare una fuga disperata fatta scendendo a due a due i gradini, prima finalmente di essere soccorso e trasportato al vicino Policlinico Gemelli.

Un testimone: "Ho visto ragazzo ferito a terra e uomo fuggire"

Agostino, residente di via Montiglio, in zona Casalotti, ha raccontato all'Adnkronos quanto visto: “Ieri sera stavo guardando la partita, era il primo tempo, saranno state le 21.30, quando mi sono affacciato sentendo i cani che abbaiavano, le urla e il frastuono dalla strada. È stato un flash. Il ragazzo si è accasciato a terra, nel sangue, chiedeva aiuto e urlava ‘mamma è morta, mamma è morta’. Un altro uomo scappava sulla stessa via”. E ancora: “È una cosa orribile - continua il testimone - Vivevano qui da anni ed erano persone davvero perbene e sempre disponibili. Il figlio più grande, ogni volta che vedeva rientrare mia moglie, le chiedeva se avesse bisogno di qualcosa”.

I conoscenti delle vittime: "Strage è vergogna per il Bangladesh"

“Conoscevo tutta la famiglia. Kamal è davvero un ragazzo perbene, onesto, lavorava al supermercato. Questa cosa terribile è una vergogna per il Bangladesh, purtroppo non c’è sicurezza. Ci auguriamo che la polizia trovi subito il responsabile, è fuggito ma le telecamere in zona ci sono”. A parlare è Abdul Mannan, connazionale e conoscente di Kamal Uddin e di sua moglie Jahan Momotaj, uccisi ieri sera a Roma, nella loro abitazione nella zona di Casalotti insieme alla figlia di 8 anni. “Al movente passionale (sul quale al momento si indaga, ndr) credo - dice - e spero che chi ha fatto questa strage venga preso presto”.

All'Adnkronos ha parlato anche Riduy Miah, amico del 20enne riuscito a fuggire dal killer: “Con il ragazzo sopravvissuto ieri alla strage della sua famiglia, giocavamo a calciotto al ‘Grifone’, in via Battistini". Un torneo tra coetanei bengalesi, al quale lui aveva preso parte insieme a un amico da un mese. "Giocava con la maglia numero 7 - ricorda - Un bravo ragazzo, simpatico. Domani abbiamo la finale del torneo, cui parteciperà anche l’ambasciatore e faremo un minuto di silenzio per la sua famiglia”. (di Silvia Mancinelli)

“Il triplice omicidio avvenuto la scorsa notte nel quale hanno perso la vita una madre, un padre e la loro bambina lascia sgomenta tutta la città. Una tragedia di una gravità inaudita, difficile anche solo da immaginare che ha sconvolto la comunità di Casalotti. In questo momento di dolore voglio far arrivare, a nome mio e di tutta l’Amministrazione capitolina la nostra vicinanza ai familiari, agli amici e a tutti coloro che volevano bene a questa famiglia", afferma il sindaco di Roma Roberto Gualtieri. "Un pensiero particolare va al giovane figlio sopravvissuto. Ci auguriamo che gli inquirenti facciano piena luce su quanto accaduto e assicurino al più presto alla giustizia chi si è macchiato di un delitto così orribile”, conclude.

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