Hiv, Andreoni: "Terapie long acting migliorano aderenza e fermano trasmissione virus"

L'infettivologo: "Non dover assumere medicinali ogni giorno aiuta a vivere la malattia in modo più riservato e sereno"

Foto di repertorio - FOTOGRAMMA
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03 febbraio 2026 | 10.48
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"Le terapie antiretrovirali long acting rappresentano uno strumento cruciale nella lotta contro l’Hiv, perché migliorano l’aderenza alla cura, semplificano il carico terapeutico e contribuiscono in modo decisivo al controllo del virus”. A sottolinearlo è Massimo Andreoni, direttore scientifico della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali), commentando le più recenti linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) sull’aderenza terapeutica.

"L’aderenza alla terapia antiretrovirale – spiega all’Adnkrono Salute Andreoni – è il fattore chiave per ottenere la soppressione virale. Significa prevenire la replicazione dell’Hiv, evitare lo sviluppo di resistenze ai farmaci, migliorare la salute a lungo termine, gestire meglio le comorbilità e, soprattutto, interrompere la trasmissione del virus". La terapia, ricorda l’infettivologo, "deve essere seguita per tutta la vita, perché al momento non esistono alternative che consentano di sospenderla in sicurezza". "In questo contesto, le terapie long acting – somministrate a intervalli prolungati invece che quotidianamente – offrono un vantaggio rilevante rispetto ai regimi orali tradizionali. Assumere farmaci ogni giorno può portare a stanchezza e affaticamento psicologico – osserva Andreoni – e ridurre la qualità di vita, perché il paziente deve modificare il proprio stile di vita e ricordarsi costantemente della malattia".

I farmaci long acting, invece, "semplificano la gestione della terapia e favoriscono una migliore aderenza, soprattutto in alcune categorie più vulnerabili, come persone senza dimora, tossicodipendenti e giovani, che spesso incontrano maggiori difficoltà nel seguire una terapia quotidiana. Per questi pazienti – aggiunge – la possibilità di ridurre la frequenza delle somministrazioni può fare una grande differenza". Un ulteriore aspetto rilevante riguarda la tutela della privacy. "Chi viaggia o è in vacanza con amici e non vuole rendere evidente l’assunzione quotidiana di farmaci, con le terapie long acting non ha più questo problema – conclude Andreoni –. Non dover assumere medicinali ogni giorno aiuta a vivere la malattia in modo più riservato e sereno". Secondo l’Oms, migliorare l’aderenza terapeutica non solo rafforza la salute individuale delle persone con Hiv, ma rappresenta anche una strategia essenziale di sanità pubblica per impedire nuove infezioni e avvicinarsi all’obiettivo di controllo dell’epidemia.

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