Testosterone ai soldati Usa? Garattini: "Dati non noti su effetti ma è violazione libertà personale"

il punto di vista del farmacologo: "Se il Pentagono ha realizzato degli studi dovrebbe farli conoscere per giustificare questa richiesta che comunque è oggettivamente molto discutibile"

Testosterone ai soldati Usa? Garattini:
17 luglio 2026 | 14.49
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Screening ai soldati statunitensi sui livelli di testosterone e invito alla terapia in caso di 'valori bassi'? "E' una cosa che davvero non capisco. Non ci sono dimostrazioni, che io sappia, che chi ha il testosterone più basso fa il militare peggio di chi ce l'ha più alto. Se il Pentagono ha suoi studi in merito dovrebbe renderli noti". Ma tutta questa vicenda "mi sembra grave perché si viola la libertà personale dei militari che si troverebbero a dover prendere farmaci non per propria volontà, ma per 'invito' dei propri superiori". E' il punto di vista del farmacologo Silvio Garattini, fondatore e presidente dell'Istituto Mario Negri, sull'annuncio del ministro della Difesa degli Stati Uniti, Pete Hegseth, dell'avvio di uno screening sui soldati americani over 30 anni per la verifica di eventuali carenze di testosterone e l'eventuale terapia volontaria per - ha indicato - "ripristinare e ottimizzare le capacità naturali" necessarie in combattimento.

"Francamente - commenta Garattini, sentito dall'Adnkronos Salute - non credo che ci siano dei dati a sostegno. È un'idea. Ma è un'idea contro la libertà personale. Se i dati scientifici sono in possesso dell'amministrazione americana dovrebbe renderli noti per giustificare questa richiesta che comunque è oggettivamente molto discutibile".

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