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Scienza & Salute: 'Deltacron, poche certezze e nuove incognite'

14 gennaio 2022 | 15.24
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'L’ipotesi Deltacron, come riorientarsi tra poche certezze e nuove incognite', è il titolo della puntata di oggi di Biomedical Report la rubrica di informazione scientifica online, ideata e coordinata dall’immunologo Mauro Minelli, responsabile per il Sud Italia della Fondazione per la Medicina Personalizzata. Ritorna il tema Covid, vaccini e varianti, con autorità scientifiche di primissimo piano come Silvio Ga rattini, fondatore e presidente dell’istituto farmacologico Mario Negri di Milano, e Graziano Pesole, biologo molecolare all’Università di Bari.

Secondo Garattini non c'è ragione per fissare dei limiti anagrafici all’obbligo vaccinale, soprattutto in una fase così critica. "Bisognerebbe, invece, ribadire che i vaccini sono sicuri e possono farli tutti, e che ci stanno aiutando a venire fuori, anche se lentamente, dall’incubo Covid che sta durando così a lungo proprio perché si tratta di un evento serio e di una malattia grave, e non come ritiene qualcuno di un problema facilmente superabile". Molti provvedimenti purtroppo sembrano tardivi. “Io, per esempio, avrei chiuso gli stadi al pubblico già a partire dall’Epifania, senza attendere il 16 gennaio. Se un provvedimento è necessario esso va preso quando serve", ha chiarito il farmacologo.

“L’agenda la dettano le varianti in questo momento, anche se i vaccini ci stanno dando una mano - spiega Graziano Pesole - ecco perché bisogna fare i vaccini e non i tamponi che fanno soltanto una vana e talvolta imprecisa fotografia del momento, senza prospettiva alcuna di soluzione. Il virus muta in continuazione e va seguito con il sequenziamento che in Italia, tra l’altro, non viene fatto come in altri Paesi; ma attenzione non ci sono solo delta e omicron, di mutazioni ce ne sono tante e quel che dovremo capire e se davvero omicron con la sua sintomatologia più lieve riuscirà a prendere il sopravvento sulle altre. Questa si che sarebbe una buona notizia".

Minelli spiega che, a volte, "alcuni ricercatori comunicano più in favore di telecamere che non di evidenze scientifiche, come è successo a Cipro con questa improbabile ipotesi Deltacron". Riprendendo quanto premesso da Garattini, Minelli conferma che "siamo dinanzi a un’infezione parallela, emersa a seguito della comparsa di sintomi diversi rispetto al passato che hanno acceso la proverbiale lampadina di Archimede nella ricercatrice sudafricana, accortasi per prima di omicron grazie ad alcuni pazienti che lamentavano un prurito in gola più che dispnea e fame d'aria, semmai con un corredo di leggere bronchiti al posto delle famigerate polmoniti interstiziali".

Minelli chiude ricordando che occorre "guardare meglio alle evidenze cliniche che fare ricorso a vecchi bollettini 'tamponi dipendenti', perché a nuova fase deve seguire un nuovo approccio. È così che si fa la differenza".

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