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Fondazione Matera 2019 e Leonardo 'tornano' sulla Luna con 'Apollo Soundtrack'

ECONOMIA
Fondazione Matera 2019 e Leonardo 'tornano' sulla Luna con 'Apollo Soundtrack'

(Foto Adnkronos)

(di Andreana d'Aquino)


C'è un filo rosso che collega l'arte con la scienza, un filo che dalla Terra si spinge fin nello spazio e, al ritmo di musica visionaria, celebra i 50 anni dello sbarco dell'uomo sulla Luna: un capitolo iconico della cultura e della tecnologia del XX Secolo. A stendere questo inedito 'fil rouge' sono Fondazione Matera Basilicata 2019 ed il colosso dell'aerospazio Leonardo che hanno presentato a Roma il concerto "Apollo Soundtrack", performance multimediale con gli Icebreaker, musiche di Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois, il tutto scandito da immagini mozzafiato scattate dallo spazio.

Musica a gravità zero, post moderna, con note elettroniche e d’ambiente per celebrare a Matera, Capitale europea della Cultura 2019, il cinquantesimo anniversario della missione Apollo 11, l'avventura che ha visto l'uomo, per la prima volta, imprimere la propria orma sul nostro satellite. La performance si terrà il prossimo 18 luglio -proprio a ridosso di quel fatidico 20 luglio 1969- nello scenario di Cava del Sole, a Matera.

Ed a raccontare oggi alla Casa del Jazz, a Roma, questa esclusiva 'contaminazione' tra arte, musica e alta tecnologia spaziale, sono stati Paolo Verri, direttore generale della Fondazione Matera Basilicata 2019, Raffaella Luglini, Chief Stakeholder Officer di Leonardo, James Poke, musicista e direttore del gruppo Icebreaker, ed il chitarrista BJ Cole. Il concerto nasce da un progetto della Fondazione Matera Basilicata 2019, sostenuta da Leonardo protagonista, con le proprie tecnologi, di alcune delle più importanti missioni spaziali degli ultimi anni e presente a Matera nel futuristico Centro Spaziale a pochi chilometri dalla 'città dei Sassi'.

"Quando abbiamo approcciato l'idea di candidare Matera a Capitale europea della cultura europea abbiamo pensato anche al futuro non solo al passato e, se "l'Italia e l'Europa devono costruire speranza per la collettività, quale maggiore speranza è quella di riprendere il sogno di conquistare nuovi territori e di farlo partendo da una base come il Centro di geodesia spaziale di Matera e da tutte le imprese che vi stanno intorno" ha spiegato Paolo Verri.

E così, ha aggiunto il Dg di Fondazione Matera Basilicata 2019, "abbiamo immaginato un grande evento per festeggiare i 50 anni dell'approdo sulla Luna e l'unione con Leonardo e tutto il gruppo di Brian Eno è stata, come dire, naturale. Per noi è un orgoglio esserci riusciti". Inoltre, tra i protagonisti della straordinaria missione spaziale, c'è stato anche Rocco Petrone, figlio di migranti lucani. È stato lui, infatti, a supervisionare tutti i lanci della Nasa e successivamente l'intero programma Apollo.

Anche per Raffaella Luglini "l'occasione dei 50 anni dello sbarco dell'uomo sulla Luna sono l'opportunità perfetta per unire in una alchimia la tecnologia, la conoscenza, l'arte, la cultura, la musica e anche un teatro naturale quale è la Cavea del Sole di Matera". Matera, ha sottolineato la top manager di Leonardo, "non è solo la Capitale europea della cultura 2019 ma è anche la sede di un importantissimo centro spaziale, operativo dal 1994 con Telespazio (joint venture Leonardo 67% e Thales 33%) e dal 1983 l'Agenzia Spaziale Italiana ha una sua sede proprio lì".

Luglini ha quindi ricordato che proprio dal centro spaziale di Matera parte un raggio laser - Matera Laser Ranging Observatory - dell’Agenzia Spaziale Italiana che raggiunge periodicamente il suolo lunare sul quale sono stati posizionati alcuni retro riflettori nel corso delle missioni statunitensi Apollo e delle missioni robotiche sovietiche Lunokhod. "Le misure della distanza Terra-Luna, ottenute dal tempo di andata e ritorno del laser, permettono di effettuare studi fondamentali di fisica, relatività generale e di conoscenza della struttura interna del nostro satellite" ha evidenziato infine Raffaella Luglini.

Dunque a celebrare Matera e la missione spaziale Apollo 11 sarà lo slancio delle musiche di Brian Eno, Roger Eno e Daniel Lanois che gli Icebreaker, band britannica di 12 musicisti, portano con il concerto "Apollo Soundtrack", per la prima volta, fuori dal Regno Unito. Alla performance dedicata alla missione lunare partecipa, infine, anche la violoncellista islandese, Gyda Valtysdottir.



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