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Spazio, per Juno incontro ravvicinato con la luna di Giove

07 giugno 2021 | 16.39
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Alle 19,35 ora italiana la sonda della Nasa 'sfiorerà' Ganimede da un'altezza di 1.00 chilometri. A bordo gli strumenti italiani Jiram e KaT

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- L'annuncio sul sito dell'Agenzia Spaziale Italiana

Sarà un sorvolo davvero ravvicinato quello che la sonda della Nasa Juno - in orbita intorno a Giove dal 2016 - compirà oggi, alle 19,35 ora italiana, con Ganimede, una delle tante lune del pianeta gigante. Juno si 'avvicinerà' sorvolando Ganimede a circa 1.000 chilometri di altezza. A bordo della sonda Juno trovano posto numerosi strumenti scientifici, tra cui due a partecipazione italiana con il supporto dell’Agenzia Spaziale Italiana: lo strumento Jiram, realizzato in Italia dalla Leonardo e guidato dall'Istituto Nazionale di Astrofisica, e lo strumento di radioscienza KaT (Ka-band Translator), realizzato da Thales Alenia Space e guidato dall’Università La Sapienza di Roma.

Juno è stata lanciata nell’agosto del 2011 e attualmente sta studiando il campo magnetico e l’atmosfera di Giove percorrendo un’orbita che passa sopra i suoi poli. La sonda ha raccolto fino ad oggi una importante mole di informazioni tanto che la Nasa, all’inizio di quest’anno, ha esteso la missione fino al 2025. Jiram, Jovian Infrared Auroral Mapper, é dedicato ad Angioletta Coradini, astronoma dell'Inaf scomparsa nel 2011 ed ex Principal Investigator di questo strumento. Jiram è una fotocamera nel vicino infrarosso (2-5 micron) in grado di raccogliere sia immagini che spettrogrammi. Il Kat, l'altro strumento a partecipazione italiana, permette invece la misura della gravità di Giove attraverso l’effetto Doppler di un segnale a microonde.

Questa estensione farà diventare Juno "un'esploratrice" dell'intero sistema gioviano - il pianeta, i suoi anelli e lune - con più passaggi ravvicinati, detti flyby, pianificati per le tre delle più intriganti lune galileiane di Giove: Ganimede, Europa e Io. Gli incontri satellitari iniziano quindi oggi con un sorvolo a bassa quota - circa 1000 chilometri dalla superficie - di Ganimede durante la 34esima orbita di Juno intorno al gigantesco pianeta. Asi e Inaf spiegano che "tra l’altro, questi passaggi serviranno a ridurre il periodo orbitale della sonda da circa 53 giorni a 43 giorni".

Tra tutti gli oggetti del sistema solare, Ganimede è sicuramente uno dei più interessanti secondo gli scienziati. È l'oggetto più grande senza un'atmosfera, il più grande tra tutti i satelliti noti dei pianeti, quello con momento di inerzia più basso e l'unico noto a possedere un campo magnetico intrinseco che, a sua volta, è immerso nel più grande campo magnetico di Giove. "L’Italia e l’Agenzia Spaziale Italiana sono ancora una volta in prima fila nell’esplorazione del nostro Sistema Solare" sottolinea Giuseppe Sindoni, responsabile di progetto Asi per Jiram. "Misure così accurate e ad una risoluzione spaziale così elevata ci aiuteranno a svelare i misteri di Giove e dei suoi satelliti" commenta Sindoni.

Alessandro Mura, responsabile di Jiram per l'Inaf, nota che "i dati di Jiram potranno finalmente svelarci come la superficie di Ganimede interagisce con l'ambiente esterno, e saranno preziosissimi per pianificare future osservazioni come quelle della missione Juice attualmente prevista per il lancio nel prossimo anno". Tra due mesi, infine, Juno osserverà di nuovo Ganimede da una distanza maggiore, e Jiram, grazie alla sua capacità di acquisire immagini alta risoluzione, avrà un'ulteriore finestra di osservazioni per completare quelle iniziate oggi.

Juno studierà queste caratteristiche sfruttando i suoi strumenti. Gli strumenti di plasma indagheranno su come le particelle cariche dell'ambiente gioviano circolino e precipitino intorno alla luna, creando una specie di peculiari aurore. Il magnetometro ci farà capire come i campi magnetici di Ganimede e Giove "comunichino" tra di loro. Il radiometro indagherà sulle proprietà al di sotto della superficie di Ganimede. Infine, le fotocamere, tra cui lo spettrometro italiano ad immagini nell'infrarosso Jiram, ci forniranno immagini e spettri ad altissima risoluzione (fino a qualche centinaio di metri) della superficie della luna.

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