Al via a dicembre Umbria Jazz Winter, 85 concerti e 19 band

La XXXIII edizione si svolgerà dal 30 dicembre al 3 gennaio

 - (foto Ufficio stampa)
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23 ottobre 2026 | 13.27
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Musica e turismo, in un incrocio di suggestioni uniche che da 33 anni si chiama Umbria Jazz Winter e va in scena a Orvieto. Dal 30 dicembre al 3 gennaio torna il Festival invernale nella Città della Rupe per continuare a proporsi come una delle mete privilegiate nel calendario degli eventi italiani tra le feste di Natale e Capodanno. In cinque giorni si terranno in cinque diverse location 85 concerti con la partecipazione di 19 band per un totale di circa 120 musicisti. Complessivamente, sono circa 130 ore di performance dal vivo, un’offerta di musica che, a questi livelli di qualità, è difficile trovare in Italia in alcun altro luogo nello stesso periodo dell’anno. Il cartellone coniuga musica da ascoltare con attenzione e altra con cui divertirsi, diverse nei generi – non solo jazz – ma sempre legate tra loro con il filo rosso della qualità. Al resto pensano gli scenari mozzafiato di una delle più belle città dell’Umbria la cui storia millenaria fa capolino da ogni vicolo.

Ancora non basta? Orvieto produce del buon vino e buona cucina, a coronamento di un lifestyle e di una tradizione di accoglienza che aggiungono buoni motivi per fare di Umbria Jazz Winter una speciale vacanza di fine/inizio anno. La XXXIII edizione ricalca la ormai consueta e ben definita formula per location e orari. La sua conferma dipende dal successo ottenuto negli anni. Si comincia dunque alle 11.30 con la street parade dei Funk Off nelle vie dell’acropoli e si finisce alle ore piccole. Una non stop di musica in cui è possibile disegnare il proprio personale itinerario, anche grazie al fatto che quasi tutti gli artisti sono residenti. Gli spazi, tutti nel cuore del centro storico, sono il Teatro Mancinelli, la Sala dei 400 e la Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo, il Palazzo dei sette, la Sala delle Sinopie presso i Palazzi Papali.

A queste bisogna aggiungere un’altra 'location' tutta particolare, ovvero le vie del centro, scenario delle parate dei Funk Off. Nel Teatro del Carmine si terranno le iniziative della sezione Uj4Kids. Il Duomo infine ospiterà i canti religiosi del coro gospel il pomeriggio di Capodanno, Giornata Mondiale della Pace. I cenoni per festeggiare l’arrivo del nuovo anno, un appuntamento da non perdere, con tanta buona musica dal vivo, sono due: si terranno nel Palazzo dei Sette - Meeting Point Bistrò e nella Sala Expo del Palazzo del Capitano del Popolo. Qui ci saranno anche, per tutta la durata del Festival, i jazz lunch e jazz dinner, per chi vorrà coniugare la musica con la buona cucina orvietana. Nel Palazzo dei Sette va in scena musica non-stop dall’ora di pranzo fino a notte. Ashley Kahn, critico musicale, giornalista e scrittore, una delle grandi 'penne' della letteratura jazz contemporanea, sottoporrà Eric Alexander e Vincent Herring a un 'Blindfold Test'. Il test, a ingresso gratuito, si svolgerà il 2 gennaio alle ore 10 nella Sala degli Archi, Palazzo dei Sette.

Il Blindfold Test, ovvero un test 'alla cieca' fu inventato più di sessant’anni fa da Leonard Feather per DownBeat, la storica rivista americana. Si fanno ascoltare dei brani ad un musicista che deve indovinare l’esecutore. Che si indovini oppure no, dall’ascolto nasce uno scambio di vedute che si traduce molto spesso in un vero e proprio breve approfondimento sulla musica e sull’artista. Non una sorta di quiz televisivo, dunque, ma un ragionato esame di un musicista, un genere musicale, un brano. Per un appassionato di jazz è una stimolante occasione di conoscenza, anche per il livello di chi conduce il test e dell’artista coinvolto. Continuano e di anno in anno si aggiornano le iniziative dedicate ai più piccoli che la Fondazione Umbria Jazz porta avanti, in collaborazione con il mondo della scuola e le istituzioni, per rendere più familiare la musica, favorire lo sviluppo di una sensibilità verso il suono, abituare all’ascolto, stimolare la creatività. In Uj4Kids la musica viene vista anche come formidabile strumento di socialità, condivisione e inclusione. Il suo intento è rendere bambini e ragazzi non semplici fruitori ma protagonisti attivi di eventi musicali. Nell’edizione invernale orvietana 2026-2027 agli eventi legati alle realtà musicali del territorio, pubbliche e private, si aggiungeranno laboratori di improvvisazione di varia natura e un approccio all’elettronica con le apparecchiature che permettono la manipolazione creativa del suono. Le iniziative di Uj4Kids sono in programma in due slot (ore 10/11 e 11/12) nei giorni 30 e 31 dicembre, 2 e 3 gennaio presso il Teatro del Carmine.

 

Dopo il manifesto tratto da un’opera di Dario Fo per la scorsa edizione estiva, Umbria Jazz continua ad attingere all’arte italiana contemporanea. Il manifesto di Umbria Jazz Winter è dovuto a Nuvolo, nome d’arte del tifernate Giorgio Ascani, uno degli artisti più originali ed innovativi del ‘900, anche nell’uso di materiali e tecniche di avanguardia come la serigrafia e le applicazioni digitali. Anche di Nuvolo si celebra quest’anno il centenario della nascita. L’opera scelta come immagine ufficiale di Umbria Jazz Winter edizione 2026-2027, Senza titolo (Serotipia), 1968, è uno dei pochi esemplari realizzati su Pvc trasparente. Ritorna a Brad Mehldau, uno dei musicisti più amati dal pubblico di Umbria Jazz, dove ha mosso i primi passi di uno straordinario percorso artistico. Tre concerti di piano solo, formula in cui Mehldau, secondo molti, esprime il lato più intimo della sua ispirazione e del suo rapporto con il pianoforte. Pur nella varietà dei generi, resta sempre il jazz il cuore del programma. Il moderno mainstream di Split Decision ovvero Vincent Herring/Eric Alexander Quintet, Mike LeDonne, John Webber, Lewis Nash, band con forti venature soul e blues. La loro musica vive di calore e di emotività, prima ancora della perfezione tecnica. La padronanza dello strumento non diventa mai esibizione di virtuosismo fine a se stessa ma è un mezzo per esplorare la storia del sassofono jazz e dei suoi maestri da un punto di vista originale. Il duo sassofono-batteria Steve Wilson & Lewis Nash ha esordito venticinque anni fa per quella che doveva essere una uscita occasionale ed è rimasto nel tempo come espressione condivisa di due grandi musicisti che hanno trovato un superiore livello di interplay in una formula poco frequentata.

Atteso il duo Italo francese Federico Casagrande e Vincent Peirani, lirico intreccio di chitarra e fisarmonica in una dimensione cameristica che privilegia dialogo, interplay e sfumature timbriche. Peirani e Casagrande occupano un posto di rilievo sulla scena europea. L’House Quintet di Piero Odorici e Daniele Scannapieco saranno presenti per la tradizionale chiusura 'Round Midnight' di una lunga giornata di musica. Una band che dal vivo sa come restituire in modo perfetto il clima infuocato del jazz più amato dai nottambuli. Filippo Bianchini è umbro di origini (è nato proprio a Orvieto) e per formazione musicale (diploma in sassofono al Conservatorio di Perugia), ma musicista internazionale per i lunghi soggiorni all'estero, in particolare in Olanda e in Belgio. A Orvieto torna quest’anno con il suo quartetto. Isaiah J. Thompso è considerato una delle figure guida tra i pianisti della sua generazione (Thompson ha 29 anni), e Umbria Jazz, che lo ospita come membro del trio di Pizzarelli, non si è fatta sfuggire l’occasione di dedicargli la 'Piano Room' con una serie di solo performance. Si può quindi apprezzare il suo tocco elegante e il fraseggio fluido e asciutto nello stesso tempo. Un musicista tecnicamente impeccabile ma anche capace di stimolare una risposta intensamente emotiva. Thompson, giovanissimo, è già stato ospite di Umbria Jazz Winter con il suo trio alcuni anni fa come artist in residence.

'Accordi Disaccordi' sono una presenza abituale a Umbria Jazz. La musica del trio è un crossover che miscela influenze gipsy jazz, melodie mediterranee e ritmi latini con l'energia del rock. Un uso sapiente di sonorità elettroniche ed elettriche aggiunge profondità e modernità alla sua estetica sonora. Il risultato è uno spettacolo che alterna sonorità acustiche a paesaggi sonori più sperimentali e contemporanei. L’attenzione di Umbria Jazz è rivolta anche alla tradizione del jazz e alla sua storia, pur se rivissuta in chiave contemporanea. Luca Velotti, che tutti conoscono come abituale clarinettista delle canzoni di Paolo Conte e delle musiche per il cinema di Nicola Piovani, è considerato in Italia il più autorevole interprete del jazz tradizionale e dello swing. Il progetto che presenta a Orvieto è dedicato alla famosa 'Black & Tan Fantasy', uno dei capolavori di Duke Ellington. Sticky Bones è una band italianissima che offre una fotografia in bianco e nero della musica americana delle radici, quando il jazz stava nascendo e le sue forme erano ancora arcaiche. Musica attuale e fresca ancora oggi, capace di divertire e far conoscere generi e artisti fondamentali nello sviluppo del jazz. Molto spazio alle voci, anche per la prossima stagione, nel cartellone di Umbria Jazz Winter. Per celebrare il centenario della nascita di Tony Bennett torna a Umbria Jazz John Pizzarelli con il suo trio. Le canzoni in programma sono classici del repertorio popolare americano, il trio è rilassato quanto occorre, il clima è quello di un jazz elegante ma non pretenzioso, l’ascolto è piacevolissimo. Pizzarelli canta con assoluta padronanza della materia, perfettamente a suo agio con il genere crooner.

Il trio inglese The Puppini Sisters seduce con la brillante tecnica vocale, il brio, l’eleganza formale, l’umorismo, il sapersi calare perfettamente nella parte, ovvero il classico trio vocale femminile che impazzava negli anni ‘40 e ‘50, anche con acconciature d’epoca. Glamour, insomma. Ed il successo, in questi vent’anni (il primo album uscì nel 2006) è stato sempre crescente, a premiare una formula accattivante ma soprattutto gestita con spontaneità unita ad un perfezionismo maniacale. 'Splendid', è stato il sobrio commento, molto british, di Sua Maestà Re Carlo III. Allan Harris è un cantante dalla calda voce di baritono e dal fraseggio sobrio ed elegante. Un cantante iscritto di diritto nelle fila dei grandi vocalisti jazz contemporanei. Il mondo a cui si richiama è quello dei crooner, di cui Harris ha ripreso lo stile garbato, mai sopra le righe, sempre sofisticato. In una parola, un classico. Per il suo ritorno a Umbria Jazz, Harris ha scelto di rievocare la leggenda di Nat King Cole, il re dei crooner. Popolarissimo dj e conduttore radiofonico, Nick the Nightfly nasce in realtà come musicista e cantante. Lui la musica ama anche farla, sia con la Monte Carlo Nights Orchestra sia con una band di organico più ristretto come il quintetto. Un personaggio simpaticissimo e vulcanico che il pubblico di Umbria Jazz conosce bene per le sue dirette dal Festival in estate e come presentatore, ma anche come performer. Il gospel, la più tipica espressione musicale di spiritualità delle comunità americane, è uno dei momenti centrali di Umbria Jazz Winter con la performance nel Duomo di Orvieto il pomeriggio di Capodanno.

"Diffondere il trionfante Vangelo di Gesù Cristo" attraverso la musica. È il dichiarato obiettivo di Vincent Bohanan che nel corso della sua carriera di pastore e musicista ha dato vita a molti cori di successo. L’ultimo è il Victorious Army Gospel, fondato nel 2019 con artisti degli Stati del sud e del midwest degli Stati Uniti e di stanza ad Atlanta in Georgia.

 

The Jive Aces sono la più popolare band di swing e jive del Regno Unito. Fanno trecento concerti all’anno in tutto il mondo e dovunque i Jive Aces che hanno fatto divertire e ballare con i loro live show ad alta energia e con massicce dosi di ironia. Le loro performance sono rimaste come esemplari di quel genere di musica che affonda le radici nel rock ‘n’ roll anni ‘50 e nella musica da ballo a ritmo di swing. Hanno suonato a Buckingham Palace per il Festival dell'Incoronazione, a Trafalgar Square per le Olimpiadi di Londra, alla Royal Albert Hall e nei teatri delle maggiori città degli Stati Uniti. Sono ospiti regolari dei programmi di intrattenimento della Bbc. Buona musica e spettacolo sono gli ingredienti basici della formazione toscana che ha aggiornato i contenuti stilistici di queste storiche orchestre itineranti, le marching band, la cui nascita affonda nelle radici stesse del jazz del sud degli Stati Uniti, con robuste iniezioni di funk, soul e altri generi popolari e stradaioli. I Funk Off sono divertenti e da anni trascinano il pubblico che li segue con entusiasmo e curiosità nelle loro parate per il centro storico di Orvieto. L’apertura del Festival è riservata alle band emergenti uscite dalle vetrine che il Festival offre, nell’edizione estiva a Perugia, ai giovani musicisti. Due i gruppi in cartellone: i vincitori del Conad Jazz Contest e il Berklee at Umbria Jazz Clinics Award Group, ovvero la band formata dai migliori allievi dei corsi del rinomato college di Boston. Vincitore del concorso di quest’anno è risultato il Federico Campanello Quartet.

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