Il nuovo lavoro dell'acclamato compositore Giovanni Sollima su libretto di Giancarlo De Cataldo
"Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio", il nuovo lavoro dell'acclamato compositore Giovanni Sollima su libretto di Giancarlo De Cataldo, debutterà in prima assoluta al Teatro Malibran di Venezia dal 29 gennaio all'1 febbraio nell'ambito della programmazione Education della Fondazione Teatro La Fenice dedicata al pubblico delle scuole, dei giovani e delle famiglie.
Il nuovo, inedito lavoro di Sollima e De Cataldo – un connubio artistico, quello tra i due, recentemente applaudito in Fenice anche per l’opera contemporanea "Acquaprofonda", vincitrice del Premio Filippo Siebaneck – è nato proprio da un’idea di Fenice Education e Aslico, in occasione del trentesimo anniversario di Opera domani, in coproduzione europea con il Festival Internacional de Música y Danza de Granada e Opéra Grand Avignon.
L'allestimento sarà affidato alla regia di Lorenzo Ponte, con le scene di Alice Benazzi, i costumi di Giulia Rossena, la coreografia di Livia Bartolucci e il light design di Emanuele Agliati. La direzione musica sarà di Julia Cruz, alla testa dell’Orchestra 1813. Lo spettacolo è patrocinato dalla Regione del Veneto con il sostegno di Intesa Sanpaolo.
Con questo spettacolo originale – una fiaba musicale in un prologo e quattro scene, opera partecipativa con cantanti, mimi e orchestra – gli autori Sollima e De Cataldo si sono posti come obiettivo la sensibilizzazione del giovane pubblico sull’ineludibile problema dello scioglimento dei ghiacciai. La nuova opera rappresenta in particolare un contributo alle iniziative intraprese a questo riguardo dall’Onu – la celebrazione, nel 2025, dell’Anno internazionale per la conservazione dei ghiacciai e, a partire dal 21 marzo dello stesso anno, della Giornata mondiale dei ghiacciai –, nonché a quelle dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. L’iniziativa è inserita infatti anche nell’ambito del programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici e valorizzerà il dialogo tra arte, cultura e sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali ospitati rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo. Inoltre, fin dalla sua gestazione si è fortemente voluto che il progetto poggiasse su una solida valenza scientifica, individuando in primis il partner specifico – vale a dire l’Istituto di Scienze Polari – per condividere approfondimenti e metodologie al fine di sviluppare coerentemente il libretto e la messa in scena.
«Quando un'istituzione storica e di rilievo internazionale come la Fondazione Teatro La Fenice sceglie non solo di produrre, ma di scendere in campo come co-ideatrice di un progetto, significa riconoscere all'opera la sua funzione originaria: quella di essere specchio della società e motore di riflessione civile – sono le parole di Andrea Erri, direttore generale della Fondazione Teatro La Fenice –. è stata una nostra precisa volontà, condivisa fin dalla genesi di questa nuova commissione, quella di coinvolgere attivamente l'Istituto di Scienze Polari del CNR. L’innovazione reale di Piccolo Orso risiede proprio qui: aver abbattuto gli steccati tra cultura umanistica e scientifica, provando che sono lenti complementari e indispensabili, insieme, per mettere a fuoco la realtà. In questo contesto, la musica si riappropria della sua funzione più alta: farsi medium universale per scuotere le coscienze, dimostrando che l'opera lirica è un linguaggio vivo, capace di parlare alle problematiche degli uomini di oggi con la stessa forza con cui parlava a quelli di ieri».
I dati parlano chiaro: secondo la World Meteorological Organization, nel 2023 si è registrata la più alta perdita di massa glaciale degli ultimi cinquant’anni, in tutte le principali regioni glaciali. Questo fenomeno non solo compromette la disponibilità e la qualità dell’acqua, ma porta anche a un aumento di frane, valanghe e inondazioni, mettendo a rischio comunità e interi ecosistemi. I ghiacciai non sono solo una risorsa naturale, ma sono anche testimoni della storia climatica della terra e luoghi di profondo significato culturale per molte popolazioni indigene: la loro scomparsa rappresenta sì, un’emergenza ambientale, ma anche la perdita irreversibile di un patrimonio naturale e culturale unico. Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio affronta queste tematiche utilizzando il linguaggio della musica e dell’opera per sensibilizzare le giovani generazioni, la comunità educativa e i professionisti della cultura sulla crisi globale, attraverso narrazioni coinvolgenti e attività educative e di sensibilizzazione scientifica. Inoltre, in piena coerenza con questi messaggi cruciali, per la messinscena dello spettacolo – quindi scenografie, oggetti di scena e costumi – saranno utilizzati materiali certificati, riciclati o riutilizzabili; così come per il tour verrà data priorità a trasporti a basso impatto ambientale e strategie logistiche ottimizzate per ridurre le emissioni.
Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio vedrà come interpreti Irene Celle e Federica Livi nel ruolo della Regina; Luisa Bertoli e Solomía Antonyak in quello di Piccola Orsa; Gianluca Moro e Luis Arance Ortega in quello di Piccolo Orso; Tamon Inoue e Andrea Visentin interpreteranno Quanto-sono-figo; Antonino Arcilesi e Nicola Ciancio, Mangianeve; Ilaria Marchianó, Robottino-quasi-tutto-fare; Francesco Tomasi, Tricheco.
Lo spettacolo sarà in scena al Teatro Malibran a partire da giovedì 29 gennaio con il seguente calendario: le recite di 29, 30 gennaio, 3 e 4 febbraio saranno riservate alle scuole; quelle di sabato 31 gennaio ore 15.30 e domenica 1 febbraio ore 11.00 saranno aperte a tutto il pubblico. Lo spettacolo va in scena nell’ambito della Stagione Lirica e Balletto 2025-2026 della Fondazione Teatro La Fenice. Seguiranno poi le recite al Teatro Sociale di Como: il 7 e 8 maggio 2026 (recite scolastiche) e il 9 maggio 2026 (recite Opera family).