Beatrice Venezi verso battaglia legale dopo il licenziamento dalla Fenice, scontro anche sul precontratto

La direttrice d’orchestra valuta azioni giudiziarie su più fronti: contestata la risoluzione dell’incarico

Beatrice Venezi - Ipa
Beatrice Venezi - Ipa
28 aprile 2026 | 18.18
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La rottura tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice rischia di sfociare in una vera e propria battaglia legale, con profili che intrecciano diritto del lavoro, tutela dell’immagine professionale e validità contrattuale: su quest'ultimo punto - a quanto apprende l'Adnkronos - il precontratto sarebbe stato firmato dalla Direttrice d'orchestra ma non controfirmato dal Sovrintendente Nicola Colabianchi. Venezi, che avrebbe dovuto entrare in carica come direttrice musicale della Fenice di Venezia il prossimo 1 ottobre, sta contattando un pool di avvocati specializzati per valutare i margini di impugnazione del provvedimento che ha portato alla risoluzione del rapporto per agire contro la Fondazione lirico-sinfonica veneziana.

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Venezi considera la risoluzione unilaterale del contratto di direttore musicale da parte del sovrintendente Nicola Colabianchi priva di motivazione, che avrebbe procurato anche un danno alla sua immagine pubblica e alla sua professionalità. Sarebbe questa la spiegazione di un incarico legale più ampio interessando non solo la materia giuslavoristica, ma anche quella civile e penale. Pare che dall'attenzione del pool di avvocati non sarebbe escluso neppure un ambito più ampio, esteso anche a quanti attraverso i media si sarebbero resi, in questi mesi, responsabili di dichiarazioni offensive, false, e diffamatorie, ritenendoli una cosa diversa dalle opinioni legittime pur critiche nei suoi confronti.

Le notizie che trapelano da Buenos Aires, dove il maestro Venezi (a lei non piace essere chiamata 'maestra') si trova per dirigere "Pagliacci" e "Cavalleria Rusticana" al Teatro Colon, confermano all'Adnkronos che sarebbe comunque "molto serena", preparandosi a rispondere pubblicamente punto per punto a 360 gradi sull’intera vicenda de La Fenice.

Il nodo principale dell'annunciata battaglia legale riguarda la natura dell’accordo tra le parti: da un lato Venezi parla di licenziamento e chiede che ne vengano chiarite le motivazioni; dall’altro, la Fondazione sostiene che esistesse soltanto un precontratto privo di validità giuridica perché non controfirmato dal sovrintendente. A quanto risulta all'Adnkronos, il contratto con cui veniva nominata in carica dal 1° ottobre 2026, per una durata di quattro anni, sarebbe stato firmato solo dalla direttrice d'orchestra mentre mancherebbe la firma di Colabianchi.

La lettera formale di risoluzione è stata recapitata il 23 aprile a Lugano, dove l’artista ha la residenza fiscale. Un passaggio che potrebbe avere rilievo anche sotto il profilo della giurisdizione e delle eventuali competenze territoriali, qualora la vicenda approdasse davanti a un giudice.

Nel merito, Venezi contesta non solo la decisione ma anche il contesto in cui sarebbe maturata, annunciando l’intenzione di difendersi rispetto a quella che definisce una campagna sistematica di diffamazione e delegittimazione subita negli ultimi mesi. Accuse pesanti - che evocano calunnia, danno reputazionale e possibili richieste risarcitorie - e che potrebbero allargare, dunque, il perimetro della vertenza ben oltre il piano contrattuale.

Dal canto suo, la Fenice mantiene una linea difensiva netta: nessun contratto pienamente efficace, dunque nessun licenziamento in senso tecnico. Una ricostruzione che, se confermata, ridimensionerebbe il contenzioso al tema dell’affidamento e delle trattative precontrattuali, ambito comunque sensibile e spesso oggetto di cause civili complesse. ( di Paolo Martini )

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