I risultati di Linea Verde, Camper e Il Provinciale confermano la solidità di un modello editoriale che ha riportato al centro il racconto dell’Italia reale: territori, comunità, tradizioni, eccellenze gastronomiche e artigianali. Una linea che ha trasformato la fascia diurna in un laboratorio narrativo e produttivo capace di generare ascolti competitivi con costi contenuti.
Il day time Rai, soprattutto su Rai1, sta vivendo una delle sue stagioni migliori. Le curve d’ascolto confermano una crescita costante e trasversale: Linea Verde in tutte le sue declinazioni continua a macinare numeri da record, Camper si sta stabilizzando sopra il 18%, Il Provinciale su Rai3 ha sfiorato il milione di spettatori. Risultati che non arrivano per caso, ma che affondano le radici in una strategia editoriale precisa, costruita negli anni.
“Sono risultati che continuano a certificare il lavoro straordinario fatto negli anni e iniziato quando ero a Rai1”, sottolinea il direttore del Day Time Rai, Angelo Mellone, intervistato dall’Adnkronos. “Abbiamo puntato sulla territorialità e sul racconto dell’identità italiana, unendo divulgazione e intrattenimento, evitando tecnicalità e marginalità”.
I numeri parlano chiaro. “Linea Verde il sabato sta sopra il 20% e supera il Tg5", sottolinea Mellone. “Il Provinciale nell’access di Rai3 ha sfiorato il 5% di media e il milione di spettatori, e torna a settembre: è un racconto epico e letterario dell’Italia”. Quanto a Camper, il programma nato per sostituire d’estate il mezzogiorno di Antonella Clerici, “viaggia ormai sul 18%”.
Ma per Mellone il dato più significativo è un altro: “La cosa ancor più importante è che si tratta di risultati ottenuti con un ‘costo contatto’ veramente esiguo rispetto ad esempio a programmi di altre fasce, a partire naturalmente dal prime time, e di programmi che diventano sempre più allettanti per gli inserzionisti pubblicitari e per gli investitori istituzionali. Camper e Il Provinciale, ad esempio, sono fatti anche in convenzione con il Masaf (il Ministero dell'agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) per celebrare l'eccellenza della cucina italiana”.
La forza di questi programmi sta nella scrittura e nella qualità del racconto. “Risultati ottenuti lavorando alla scrittura con professionisti, tra scrittori e sceneggiatori, di altissimo livello, che hanno reso questi racconti in esterna del nostro territorio appuntamenti importanti per il pubblico”, spiega Mellone. “Scoprono paesaggi, tradizioni, eccellenze enogastronomiche ma anche produzioni artigianali del nostro territorio che non conoscevano”, aggiunge.
Una linea editoriale che si estende anche ai programmi dedicati al mare e ai cammini d’Italia: “Questo succede anche con i nostri programmi sul mare o con Sentieri, che racconta il turismo sostenibile dei tanti cammini d’Italia”. E non solo: “Abbiamo mandato in onda per due anni Origini, un racconto pop dell’archeologia e, sempre su Rai1, dopo il test dell'anno scorso su Rai2, adesso è partito Musica mia, un viaggio straordinario nella musica popolare italiana”.
Per Mellone, il filo rosso è chiaro: “Sono programmi che esprimono un ‘patriottismo dolce’ che attinge a territorio, gastronomia, ricette, poesia, letteratura, folk. Tutto è racconto della nostra straordinaria identità nazionale”.
Il day time, negli ultimi anni, è diventato anche un laboratorio di talenti. “In questi programmi abbiamo lanciato moltissimi volti nuovi, alcuni come Peppone e Federico Quaranta sono già diventati conduttori di prima fascia”, rivendica Mellone. “L’obiettivo di questa direzione è anche essere incubatore di un progressivo cambio generazionale”.
Una strategia che ha ridisegnato il day time pubblico, trasformandolo in un racconto quotidiano del Paese reale, lontano dalla cronaca nera e dalle polarizzazioni. E che, promette Mellone, proseguirà anche nei mesi estivi: “Risultati che ci spingono a proseguire nella direzione intrapresa e che troveranno anche nel palinsesto estivo nuove proposte”.
Il day time Rai, insomma, non è più solo una fascia oraria: è diventato un marchio editoriale. E i numeri, per ora, gli danno ragione. (di Antonella Nesi)