Antonio Segatori: "Sono io il figlio segreto di Adriano Celentano, ebbe una storia con mia madre"

"Voglio essere riconosciuto dal mio vero padre"

Antonio Maria Segatori con Maria Luigia Biscardi
Antonio Maria Segatori con Maria Luigia Biscardi
18 marzo 2026 | 17.42
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"Sono il figlio segreto di Adriano Celentano". Lo afferma Antonio Maria Segatori, 55 anni, romano, in un’intervista esclusiva, pubblicata sul numero di Oggi, in edicola da domani. "Nella mia vita ho avuto due cognomi, Biscardi come mia madre e Segatori come suo marito. A 55 anni sono pronto al terzo. Voglio essere riconosciuto dal mio vero padre e chiamarmi finalmente Celentano".

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La ricostruzione del settimanale 'Oggi'

Secondo la ricostruzione del settimanale, la madre, Maria Luigia Biscardi, entrò nel Clan Celentano nel 1967, ancora minorenne, dopo essersi presentata al Cantagiro col nome d’arte Brenda Bis. La donna, che rimase incinta a fine 1969, quando non aveva ancora compiuto 18 anni, sostiene che la gravidanza è il frutto di una relazione con il cantante: "Adriano ha cominciato a corteggiarmi", dice a Oggi Maria Luigia, consegnando al settimanale un racconto ricco di dettagli intimi, "era il mio idolo e ho ricambiato le sue attenzioni. Ci incontravamo in sala registrazione, quando tutti se ne andavano. Quando gli dissi che aspettavo un figlio lui cominciò a ignorarmi, il mio contratto col Clan venne chiuso con due anni d’anticipo e mi ritrovai a piedi, estromessa, fuori dal giro su cui avevo puntato tutte le mie carte".

I precedenti in tribunale

La vicenda ebbe già uno sbocco giudiziario nel 1975, quando la madre presentò al tribunale di Roma un ricorso per il riconoscimento di paternità. Il procedimento fu poi archiviato dopo la mancata comparizione della donna e Celentano reagì pubblicamente, in un’intervista definì Maria Luigia "una pazza" e smentì il suo racconto. Secondo Antonio Segatori, della vicenda si sarebbe occupato suo nonno avvocato che all’epoca potrebbe aver raggiunto un accordo coi legali del cantante: "In ogni caso - dice - ciò che ha firmato mio nonno non mi riguarda. La mia richiesta di paternità è imprescrittibile".

Ora il figlio riapre il caso sul piano civile. Assistito dagli avvocati Manuela Maccaroni e Pierpaolo Salinetti, ha depositato al Tribunale civile di Milano un ricorso per dichiarazione giudiziale di paternità. Il giudice potrà valutare eventuali accertamenti biologici, compreso il test del Dna. "Non lo faccio per soldi", dice Segatori. "Voglio solo sapere chi è mio padre. Ne ho il diritto".

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