Il cantante e leader de 'Le Vibrazioni' si racconta a 'Ciao Maschio' da Nunzia Girolamo tra amore, separazioni e dipendenze
"La cosa che più mi rattrista è che, quando si parla di preservare i figli, poi si fa di tutto per infamare il genitore. E questo è molto grave, a mio avviso". Francesco Sarcina, ospite di Nunzia De Girolamo a 'Ciao Maschio', risponde così nella puntata in onda oggi dalle 17 su Rai1. Le parole del cantante fanno riferimento è chiaramente al rapporto burrascoso e alla separazione con l’ex moglie Clizia Incorvaia.
Nel dialogo con la conduttrice, l'artista affronta il tema degli amori difficili e delle separazioni, soffermandosi sulle conseguenze che le dichiarazioni pubbliche possono avere sui figli. Alla domanda se abbia mai vissuto un amore tossico, risponde senza esitazioni: "A voglia...". Quando però la conversazione entra nel suo passato sentimentale e la conduttrice chiama in causa esplicitamente Clizia Incorvaia, Sarcina mette un limite: "Io non vorrei parlarti di questo argomento, perché mi spiace molto, soprattutto per i miei figli. A me fa male per i miei figli, fondamentalmente. Perché poi, insomma, sono passati così tanti anni… Abbiamo una vita felice". È proprio sul presente e sul rapporto con la moglie Naira che il racconto si fa più intimo. "È una donna veramente speciale. Sa accarezzarmi. Mi sa abbracciare. E questa cosa è, per me, molto importante. Perché il potersi proprio lasciare andare, per me, è sempre stato molto difficile, in realtà".
Non è mancato il riferimento velato, della De Girolamo, alla intricata vicenda con Riccardo Scamarcio, suo ex amico, che il cantante dice non voler più perdonare: "Come faccio a fare pace, non mi fido. Nel momento del tradimento ho pensato: io gli avrei affidato anche i miei figli in mano. Io credo tanto nell’amicizia, ma sono stato tradito tantissimo". Spazio anche agli eccessi e alle dipendenze, affrontati nel suo libro. De Girolamo gli domanda quanto abbia mentito a se stesso in quel periodo: "Tantissimo, ovvio. Le dipendenze sono sempre una menzogna. Ti prendi in giro da solo. Cioè, tu lo sai, ma te ne freghi. Dici di fare una cosa, poi ne fai un’altra". Quanto al suo lavoro, il cantante critica l’utilizzo dell’autotune: "Maschera la vera voce. Quindi non sappiamo neanche chi sta cantando, Fedez e Tony non cantano". L’occasione è il gioco 'Cosa butti e cosa tieni': davanti alle immagini di Tony Effe, Sal Da Vinci e Fedez, il cantante deve scegliere chi tenere tra i tre. Sarcina porta subito il confronto sul terreno della voce e delle capacità vocali: "Se parliamo di artisti, io qui ne vedo solo uno (riferendosi a Sal Da Vinci, ndr). Gli altri possono essere simpatici, carini, intelligenti, quello che vogliamo, ma Tony Effe e Fedez non sono cantanti. Perché qui comunque si parla di musica". Al centro della sua critica c’è soprattutto il ricorso all’autotune. "L’autotune è un effetto che viene usato per intonare. E oltretutto viene usato anche male l’autotune, perché non si dovrebbe usare così", sostiene Sarcina.
Una riflessione che si accompagna a un invito a studiare e a lavorare sulla propria voce. Per Sarcina, infatti, il rischio è che lo strumento finisca per nascondere proprio ciò che dovrebbe rendere riconoscibile un interprete: "Quell’effetto lì maschera la vera voce. Quindi delle volte non sappiamo neanche chi sta cantando". Quando De Girolamo gli domanda se la sua scelta ricada dunque su Sal Da Vinci, la risposta è immediata: "Eh beh, lui è un cantante". Una preferenza che Sarcina motiva sul piano musicale, precisando di non avere una conoscenza personale dell’artista: "Non lo conosco in persona, spero sia simpatico".