Mario Biondi, vent’anni dopo: 'Prova d’autore' è il primo disco interamente in italiano

Dal soul internazionale alla famiglia, il crooner racconta il nuovo album in uscita il 10 aprile, che segna un passaggio chiave nel suo percorso. Da maggio il ritorno dal vivo

Mario Biondi
Mario Biondi
07 aprile 2026 | 13.56
LETTURA: 5 minuti

A vent’anni da ‘Handful of Soul’ e dal successo di ‘This Is What You Are’, Mario Biondi apre un nuovo capitolo della sua carriera con ‘Prova d’autore’, in uscita il 10 aprile prossimo per Sony Music in collaborazione con The Orchard. Un progetto che segna un passaggio significativo per il crooner siciliano: il primo album interamente in italiano per un artista che, dal 2006, ha costruito un percorso internazionale tra Europa e oltre 50 Paesi, collezionando certificazioni Oro e Platino e calcando palchi come la Royal Albert Hall di Londra. Più che una svolta improvvisa, come spiega lo stesso Biondi, ‘Prova d’autore’ è il risultato di una lunga gestazione. “È un progetto in italiano che esiste da tanti anni: parliamo di quasi vent’anni di lavorazione. Essendo una prova molto importante per me, ho voluto ponderarla con attenzione, dedicando più tempo possibile ai dettagli e senza fretta”.

CTA

Un tempo dilatato che si riflette anche nello scheletro del disco: Mario Biondi firma testi, musiche, arrangiamenti e produzione, accentuando una dimensione autoriale già molto presente nel suo percorso. “Ogni tanto mi piace essere autoreferenziale - ammette - anche se tendenzialmente non lo sono. In questo caso ho fatto tutto io: perché non mettere l’accento su questa cosa? È una prova, ed è la parte d’autore più intensa da parte mia”. Dal punto di vista sonoro, il lavoro, composto da 20 brani, mantiene l’impianto soul-jazz che ha definito la sua identità, adattandolo però alla lingua italiana, senza forzature. “La naturalezza è una delle cose che cerco sempre. Se dovessi fingere un suono per dare una sonorità più americana, non mi sentirei a mio agio – evidenzia Biondi -. Ho preferito spogliarmi un po’, a favore del messaggio del testo lirico”. La scrittura segue lo stesso principio: “Non sono capace di mettere in pratica troppe tattiche o schemi di gioco, soprattutto quando scrivo. Mi piace ragionare di pancia. Negli anni ho acquisito know-how, ma non mi attengo a regole prefissate, vado molto a sensazione”. Una libertà che si traduce anche nella struttura dei brani: “Ci sono canzoni che durano un minuto e cinquanta e altre che arrivano a sette minuti – fa notare - perché è quello che reggeva la canzone: non mi sono mai fermato a ragionare sul fare un ritornello in più o un bridge in meno”.

Tra i brani più rappresentativi c’è ‘Cielo Stellato’, inizialmente pensato per il Festival di Sanremo 2026, dal quale Biondi è stato scartato, accompagnando però Sayf nella serata delle cover, insieme ad Alex Britti. “Ho presentato un brano a Carlo Conti ma non è stato preso - spiega - Carlo è stato molto carino, perché, quando ci siamo incontrati in occasione dell’ospitata con Alex Britti e Sayf, mi ha detto: ‘Hai visto? Alla fine sei qui e ci siamo visti comunque’”. Ma non nasconde il fatto di esserci rimasto male: “Se investi per provare a ottenere un risultato e questo non arriva, è normale. Però sono anche contento per questo ‘gioco del battesimo’ di Sayf. Ci riproverò? Come dicevano i Pooh: mai dire mai”. Accanto alla dimensione artistica, il disco si sviluppa su un piano personale, con un forte riferimento alla famiglia numerosissima del crooner, ben 10 figli che spaziano in un range di età compreso tra i 2 e i 30 anni. “La parte affettiva è molto legata alla mia famiglia, sia nelle esperienze positive sia in quelle negative” confessa Biondi. Un esempio è brano ‘Il Figlio’, “che rappresenta anche un momento di scoramento”.

Uno sguardo che si allarga anche a quello che accade oggi nel mondo: “Indubbiamente il periodo è difficile - sottolinea - le guerre le sentiamo non più sul collo ma sulla schiena. Oggi non credo ci voglia incoscienza per fare figli ma tanta coscienza”. Ogni brano di 'Prova d'autore' ha avuto un percorso unico nella sua costruzione. “Alcuni sono nati con la melodia e una bozza di testo, perché per me spesso il mood nasce proprio dalla melodia, e poi ho lavorato sul miglioramento dei testi. Altri sono nati al contrario: prima i testi. In quei casi non ho sentito il bisogno di trasformarli in melodie. Mi piace l’idea di parlare: è da un po’ di anni che ho questa cosa, anche sul palco. In alcuni brani non ho sentito la necessità di inserire una melodia”.

Non mancano momenti più sentiti, come nel caso di ‘Tira Sassi’: “Nasce dal fatto che sto maturando - racconta il cantautore - mi arrabbio ancora ma in maniera diversa, iniziando a essere più costruttivo. La mia idea di virtù non voleva essere necessariamente polemica ma schietta e diretta”. E ancora, nell’opener ‘Ciao dottore', un brano dedicato a una persona cara che non c'è più. "E' un medico che mi ha sostenuto in un momento particolare della mia vita e che purtroppo è morto durante il Covid" spiega Biondi. Parallelamente all’uscita del disco, proseguono le celebrazioni per i vent’anni di carriera, iniziate nel 2024 e accompagnate da nuove pubblicazioni e collaborazioni internazionali. Da maggio partirà un tour nei teatri italiani, seguito da nuove date in autunno e da una serie di concerti all’estero, al via il 23 maggio da Budapest. “Nella setlist ci saranno anche le canzoni ‘antiche’, come ‘This Is What You Are’ – assicura Biondi -. La parte live per me è fondamentale, una delle principali: la mia vita è sempre stata la musica dal vivo. Ho un’attenzione e un’affezione particolari per i teatri. Da bambino ho lavorato al Teatro Massimo Bellini di Catania e quella sensazione di teatro classico, di opera, mi ha sempre pervaso l’anima”.

In questo contesto, ‘Prova d’autore’ sembra quindi inserirsi come un passaggio naturale all’interno di un percorso lungo e costellato di successi: “I tempi erano maturi e ho colto la palla al balzo anche per dare il giusto risalto a un progetto che mi è costato tanti anni di lavoro, in cui mi sono divertito ma ho anche investito tanto in sentimenti” ribadisce Biondi. Un lavoro che guarda al passato con gratitudine e destinato a trovare nuovo significato anche nella dimensione dal vivo, da sempre centrale nel percorso dell’artista. (di Federica Mochi)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza