Matilda De Angelis torna nei panni di Lidia Poët: "Il femminismo dovrebbe essere una lotta di tutte e tutti"

Il 15 aprile su Netfix arriva la terza e ultima stagione de 'La legge di Lidia Poët'. Tornano nel cast, al fianco di De Angelis, Eduardo Scarpetta, Pier Luigi Pasino, Sara Lazzaro e Gianmarco Saurino

Matilda De Angelis torna nei panni di Lidia Poët:
13 aprile 2026 | 13.59
LETTURA: 3 minuti

"Se continuiamo a combattere, prima o poi qualcosa cambierà". È con questa promessa che Lidia Poët torna su Netflix per il capitolo conclusivo della serie che ha trasformato un personaggio storico poco noto in un’icona contemporanea. I sei episodi della terza e ultima stagione de 'La Legge di Lidia Poët' - creata da Guido Iuculano e Davide Orsini e guidata alla regia da Letizia Lamartire, Pippo Mezzapesa e Jacopo Bonvicini - saranno disponibili dal 15 aprile, chiudendo un percorso che ha conquistato pubblico e critica ben oltre i confini italiani. A riprendere i panni dell’avvocata più irriverente e brillante d’Italia è Matilda De Angelis che, parlando della nuova stagione in occasione della presentazione a Roma, riflette sui temi che attraversano la serie e che, nonostante l’ambientazione ottocentesca, restano drammaticamente attuali. "La serie tratta temi che oggi sono ancora incredibilmente veri e presenti", racconta. "Ci siamo interrogati a lungo sulla credibilità della vittoria finale di Lidia, soprattutto sul tema della legittima difesa, che ancora oggi è complicatissimo da portare in tribunale e da far valere".

CTA

Per l'attrice, la dedica che chiude la stagione assume un valore generazionale: "È un augurio a tutte le persone che hanno avuto il coraggio di immaginare una realtà diversa. Non so se esista una singola figura che incarni questo ideale: penso piuttosto a un movimento di consapevolezza che nasce dal basso, come è sempre stato. Spero che siano le generazioni future a portarlo avanti". La terza stagione si apre proprio con una riflessione sul ruolo delle donne e sulle contraddizioni del loro percorso di emancipazione: "Lidia insegna a giovani ragazze che già si trovano in un’aula universitaria, cosa non scontata all’epoca. Una di loro le chiede: 'Ma lei non è la stessa donna che dipende ancora da un uomo per esercitare la sua professione?'. È una domanda che apre un tema enorme: certo, sono esistiti uomini femministi e sensibili, ma dovrebbero essere la normalità. Invece, in certi movimenti più radicali sembra quasi una guerra tra sessi". De Angelis rivendica una visione inclusiva: "Il femminismo è una lotta di tutte e di tutti. È un movimento che evolve, ingloba nuove categorie, oggi si parla di transfemminismo. È una lingua in evoluzione, portatrice di significati. Non so se stiamo tornando indietro o se certe dinamiche siano sempre esistite, ma credo fermamente che la battaglia sia collettiva. E penso che anche Lidia la vedesse così".

Accanto a De Angelis, il produttore Matteo Rovere di Groenlandia (Gruppo Banijay), che ricorda l’impatto sorprendente della prima stagione: "È stata una grandissima avventura e una grande sorpresa. L’accoglienza è stata sopra le aspettative. Abbiamo capito che Lidia Poët toccava il cuore delle persone: un personaggio locale, nato in provincia, che però porta con sé valori universali". La serie non racconta la biografia reale dell’avvocata, ma ne raccoglie lo spirito: "Abbiamo preso elementi della sua vita e li abbiamo trasformati in una storia che omaggia i valori che lei incarnava. Il fatto che sia stata accolta anche fuori dall’Italia ci ha confermato che quei temi parlano a tutti". Sara Polese, manager delle serie per Netflix, sottolinea la dimensione internazionale del progetto: "La serie è stata vista e amata anche in altri Paesi europei. Siamo felici di aver dato visibilità a un personaggio storico poco conosciuto, soprattutto alle nuove generazioni. Gli standard altissimi, a partire dalla recitazione, hanno permesso alla serie di viaggiare e di rendere internazionali elementi profondamente locali". Al fianco di De Angelis, nel cast tornano Eduardo Scarpetta nel ruolo del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino in quello di Enrico Poët, Sara Lazzaro in quello della moglie di Enrico e Gianmarco Saurino nel ruolo di Pierluigi Fourneau. Alla stagione finale si uniscono Liliana Bottone e Ninni Bruschetta, rispettivamente nei ruoli di Grazia Fontana e del Procuratore del Re Cantamessa.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche


SEGUICI SUI SOCIAL

threads whatsapp linkedin twitter youtube facebook instagram

ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza