Sanremo, il proprietario dell'Ariston: "Prezzi più alti? In linea con aumento biglietti concerti"

Walter Vacchino all'Adnkronos: "Le novità dell'allestimento? Top secret, ma il pubblico dirà 'Wow'"

Sanremo, il proprietario dell'Ariston:
10 gennaio 2026 | 16.38
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"Sono ovviamente contentissimo che l'Ariston ce l'abbia fatta, e sia rimasto il centro del festival di Sanremo: ormai è una struttura che si è trasformata in un sogno collettivo". Al telefono con l'Adnkronos c'è Walter Vacchino, storico proprietario del teatro Ariston di Sanremo con alle spalle decine di festival, e che ora si prepara ad accogliere la 76ma edizione dopo un anno intenso in cui nulla era scontato. "Questa edizione è particolare -spiega- L'aria che sento è che c'è una bella componente di artisti giovani, e questa carica di gioventù e di vitalità credo che sia una delle cose importanti di questo festival. Come le università fanno crescere le città dove sono i giovani, la stessa cosa accade a Sanremo con il festival: si rinnova, creando questo mix tra la tradizione, i valori, l'esperienza e la volontà di mordere il futuro. Bellissimo".

L'Ariston è sì un sogno, ma ormai molto difficile da raggiungere, visto il costo dei biglietti che quest'anno è aumentato di circa il 20% su cifre che già non erano esattamente 'regalate'. "Come tutti i sogni, non sono facilmente raggiungibili -asserisce Vacchino- E questa difficoltà è un po' anche un alone che crea il successo che la manifestazione, Sanremo e il teatro, hanno. Poi, diciamo che se è vero che la sala ha una sua capienza limitata nei posti, l'Ariston ha questa particolare possibilità di essere un luogo che contiene le case di tutti gli italiani. Quindi da una parte ci sono posti in platea, dall'altra ci sono i posti della cucina, del salotto, della camera da letto. O anche dei posti più svariati possibili, perché il festival ormai si è riaperto ai ragazzi, quindi si guarda anche con il telefonino. Quindi l'Ariston è un po' ovunque, senza volerci montare la testa".

L'aumento dei prezzi "non dipende dal proprietario dell'Ariston", tiene a precisare Vacchino. "C'è una convenzione Rai e Comune, credo che certe decisioni siano condivise, o perlomeno, essendo la biglietteria in capo alla Rai, ovvio che il soggetto debba essere la Rai". Ma lui personalmente osserva che "se guardo anche l'aumento dei prezzi che ci sono stati per i concerti, la cosa più analoga che mi viene in mente, ho visto che l'aumento dei prezzi ha investito tutta la parte musicale. Questo perché lo spettacolo dal vivo ha avuto maggiore attenzione da parte del pubblico".

Per accaparrarsi l'agognato ingresso in sala "c'è un sorteggio che è virtuoso, nel senso che sceglie in modo casuale il numero delle persone che hanno diritto al posto -spiega il proprietario dell'Ariston all'Adnkronos- e quindi diciamo che la dea bendata della fortuna in questo caso fa sì che il sogno si trasformi in realtà. In maniera equa, in maniera diciamo casuale e quindi democratica".

Per quanto riguarda le novità di ristrutturazione della sala e le scenografie, vige il più stretto top secret: "Le novità per quanto riguarda la nostra struttura ci sono tutti gli anni, perché c'è un rinnovamento continuo, sia per la parte che si vede che per quella che non si vede, dagli impianti di condizionamento, elettrici, e quant'altro -anticipa Vacchino- Per quanto riguarda, invece, la parte sala e la parte, diciamo, scenografica, mi taccio perché ci stiamo lavorando: lascio a chi di dovere svelare quello che deve svelare". Ma ci saranno delle sorprese? "Io penso che, come sempre, quando uno accenderà la televisione o entrerà in sala, non potrà che dire: 'wow'".

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