Sinner, consulto a Lione per infortunio al ginocchio: si opera?

Il tennista azzurro è stato costretto a saltare anche l'Atp di Pechino

Jannik Sinner - Ipa/Fotogramma
Jannik Sinner - Ipa/Fotogramma
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03 ottobre 2026 | 10.39
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Jannik Sinner si opera al ginocchio? Il tennista azzurro è ancora alle prese con l'infortunio che lo sta tenendo lontano dai campi da oltre tre mesi, con l'ultima partita giocata che è stata la finale di Wimbledon dello scorso luglio, vinta contro Alexander Zverev. Sinner ha dato forfait prima agli US Open e all'Atp di Pechino, poi anche al Masters 1000 di Shanghai.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nelle scorse ore Sinner è volato a Lione per un consulto con il chirurgo Bertrand Sonnery-Cottet, considerato un luminare e punto di riferimento per infortuni di questo tipo, che in passato è stato consultato anche da alcuni giocatori della Juventus. Lo specialista potrebbe essere stato consigliato proprio dai medici del JMedical, struttura di proprietà del club bianconero e scelta anche da Sinner. La visita dell'azzurro nella città francese era stata 'spoilerata' sui social, con alcuni utenti che avevano pubblicato selfie insieme al numero 1 del mondo.

La conferma è arrivata nelle scorse ore: sul tavolo c'è anche la possibilità di sottoporsi a intervento chirurgico. Un'opzione però, al momento, scartata. Il medico avrebbe infatti consigliato a Sinner si continuare con una terapia conservativa.

Come sta Sinner

Sinner, intanto, si sta allenando a Montecarlo, aumentando l'intensità delle sessioni giorno dopo giorno, e in queste ore è arrivata la decisione definitiva di non partire alla volta di Shanghai, dove dal 5 al 18 ottobre si giocherà il penultimo Masters 1000 della stagione. L'azzurro vuole prendersi quindi altro tempo per valutare la risposta del ginocchio e la propria condizione fisica.

L'obiettivo rimane quello di ridurre ogni rischio, ma Sinner è da considerarsi clinicamente guarito dall'infiammazione tendinea extra-articolare che lo ha tenuto lontano dai campi dopo la finale vinta a Wimbledon dello scorso luglio. La rinuncia a New York, a Pechino e ora a Shanghai è arrivata proprio nell'ottica di ridurre al minimo ogni rischio di eventuali ricadute, prediligendo quindi un approccio cauto e conservativo.

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