Terrorismo, propaganda jihadista e sostegno all'Isis: arrestato 16enne

Emerse conversazioni nelle quali l'indagato ha manifestato esplicitamente il proprio sostegno allo Stato Islamico. Il provvedimento è stato eseguito in provincia di Grosseto, dove il ragazzo stava trascorrendo un periodo di vacanza con la famiglia

Polizia - (Fotogramma/Ipa)
Polizia - (Fotogramma/Ipa)
07 agosto 2026 | 09.14
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La Polizia di Stato, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, nei giorni scorsi ha arrestato – in esecuzione di un’ordinanza che dispone la misura della custodia cautelare in carcere – un cittadino italiano 16enne di origine straniera residente in Provincia di Como, indagato per “partecipazione ad associazione con finalità di terrorismo internazionale” nonché “propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa”.

Il provvedimento è stato eseguito in provincia di Grosseto, dove il giovane stava trascorrendo un periodo di vacanza con la famiglia. L’indagine, condotta dalla Sezione Antiterrorismo della D.I.G.O.S. della Questura di Milano, coadiuvata dalla D.I.G.O.S. di Como, in stretta sinergia con il Servizio per il Contrasto all’Estremismo ed al Terrorismo Esterno della Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione, trae origine da una segnalazione dell’AISI nei confronti di un internauta attestato su una piattaforma di instant messaging, che, mediante diversi profili, diffondeva contenuti di propaganda di matrice jihadista e pro ISIS.  

Il sostegno all'Isis

I poliziotti, anche mediante attività tecnica di carattere telematico, hanno poi individuato un profilo in uso al minore avente chiari riferimenti allo Stato Islamico e diverse chat dove lo stesso condivideva contenuti di matrice jihadista, neonazista ed antisemita. Inoltre, è stato rilevato il frequente utilizzo di VPN ed altri strumenti di offuscamento dei dati, tools attraverso i quali l’indagato faceva accesso ad un noto sito di propaganda di DAESH. Alla luce di tali evidenze, l’Autorità Giudiziaria titolare del procedimento, nelle scorse settimane, ha delegato la D.I.G.O.S. meneghina ad eseguire un decreto di perquisizione personale ed informatica nei confronti del giovane, i cui esiti hanno ulteriormente consolidato il quadro investigativo acquisito.

In particolare, oltre ad un ingente quantitativo di files digitali concernenti lo Stato Islamico tradotti in lingue diverse, video ed immagini di propaganda concernenti sessioni di addestramento, esecuzioni, anasheed, nonché contenuti di matrice suprematista e neonazista, sono emerse diverse conversazioni nelle quali l’indagato ha manifestato esplicitamente il proprio sostegno all’ISIS, affermando di avere in passato collaborato alla realizzazione di contenuti di propaganda della predetta organizzazione terroristica. È stato inoltre rinvenuto un video prodotto in lingua russa, idioma perfettamente comprensibile dall’indagato, recante il logo dello Stato Islamico e relativo alla fabbricazione di un ordigno esplosivo improvvisato (IED) mediante l’utilizzo di materiali di immediata reperibilità. Tali decisivi riscontri, che hanno confermato l’avanzato stadio del percorso di radicalizzazione maturato dal minore, certificandone l’interazione anche con soggetti organici a DAESH, hanno indotto la Procura minorile meneghina a richiedere al GIP l’adozione del provvedimento cautelare.

Funzionari Polizia: "Arresto 16enne conferma minaccia sempre più precoce"

L'Associazione Nazionale Funzionari di Polizia esprime "vivo apprezzamento" per l'operazione condotta oggi dalla Digos di Milano, in collaborazione con la Digos di Como e con il coordinamento della Procura per i Minorenni di Milano. L'episodio, sottolinea in una nota Enzo Letizia segretario dell'associazione nazionale funzionari di polizia, "conferma come la minaccia terroristica continui ad evolversi, assumendo forme sempre più complesse e preoccupanti. Il dato che maggiormente allarma è il progressivo abbassamento dell'età dei soggetti coinvolti nei processi di radicalizzazione, con il coinvolgimento di minori sempre più esposti all'azione di reclutamento e di indottrinamento operata attraverso il web e i social network".

Si tratta di "un fenomeno che deve richiamare la massima attenzione delle istituzioni, delle famiglie e del sistema educativo. La radicalizzazione precoce rappresenta infatti un indice della crescente capacità delle organizzazioni estremiste di intercettare giovani e giovanissimi, alimentando percorsi fondati sull'odio, sull'intolleranza e sulla violenza. Particolarmente significativa è, inoltre, la convergenza tra propaganda jihadista, neonazista e antisemita: ideologie diverse che finiscono per condividere il medesimo obiettivo di negare i valori della democrazia, della convivenza civile e dello Stato di diritto".

L'operazione di oggi "dimostra ancora una volta l'elevatissimo livello di professionalità e di efficacia della Polizia di Stato, il cui lavoro di intelligence e di prevenzione consente di individuare e neutralizzare le minacce prima che possano tradursi in azioni concrete". Per l'Anfp "è indispensabile continuare a investire nelle strutture della Polizia di prevenzione e dell'intelligence, rafforzando parallelamente gli strumenti di contrasto alla radicalizzazione e promuovendo percorsi di educazione alla legalità costituzionale, soprattutto nei confronti delle giovani generazioni. La sicurezza del Paese si tutela anche attraverso la capacità di cogliere tempestivamente i segnali di un fenomeno che, come dimostra questo arresto, si manifesta oggi con modalità nuove, sempre più pervasive e sempre più rivolte ai minori".

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