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Migrante ucciso per il cappellino, arrestati due libici

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Ucciso su un gommone con un colpo di arma da fuoco, forse alle spalle, per un cappellino. Il corpo del giovane, 21 anni, originario della Sierra Leone, è rimasto sul fondo del natante guardato dal fratello con cui stava viaggiando insieme. Poi è stato recuperato dai soccorritori. Per quel delitto, la Polizia e la Guardia di Finanza di Catania - con il coordinamento della Procura Distrettuale della Repubblica catanese -hanno messo in stato di fermo due libici, classe 1996 e 1992.

I due sono gravemente indiziati dei delitti di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Il più giovane è stato fermato anche quale indiziato, in concorso con altri soggetti non identificati, del delitto di omicidio volontario aggravato in danno del migrante 21enne.

Ieri il Gip del Tribunale di Catania, accogliendo pienamente la richiesta avanzata dalla Procura Distrettuale della Repubblica catanese ha convalidato il fermo, applicando per entrambi la misura della custodia in carcere.

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