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Italia-Egitto: firmati accordi a Roma, si apre nuova fase rapporti economici

Nel quadro del Business Council, obiettivo 6 mld euro di interscambio entro 2016

ECONOMIA
Italia-Egitto: firmati accordi a Roma, si apre nuova fase rapporti economici

Italia ed Egitto puntano a raggiungere un interscambio commerciale di "sei miliardi di euro" entro il 2016. E' l'obiettivo "possibile" indicato dal vice ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, nel corso della conferenza stampa del Business Council italo-egiziano, uno degli eventi organizzati in occasione della visita a Roma del presidente Abdel Fattah al-Sisi, che ha partecipato al meeting.

L'incontro tra i mondi imprenditoriali italiano ed egiziano è stato un'occasione per rilanciare le opportunità di investimento delle imprese e intensificare gli scambi commerciali bilaterali. Nel corso del Business Council sono stati siglati diversi accordi in campo industriale, tecnologico, dell'innovazione e del commercio. Due delle intese riguardano la Sace: si tratta di un accordo di collaborazione con il governo egiziano e della finalizzazione di un'operazione a sostegno di una commessa di Ansaldo Energia.

"Siamo pronti ad aprire una fase due nei rapporti bilaterali" che inizierà con la missione in Egitto di fine febbraio annunciata ieri dal primo ministro Matteo Renzi, ha sottolineato Calenda. "Quest'anno - ha dichiarato - ci siamo concentrati principalmente sui problemi delle aziende italiane in Egitto, ora la nostra azione sarà incentrata sullo sviluppo e l'ampliamento dei nostri scambi commerciali".

Calenda ha evidenziato che nel 2014 l'interscambio tra Italia ed Egitto sarà di 5,1-5,2 miliardi di euro, assestandosi ai livelli del 2012, "un anno record nelle relazioni economiche bilaterali - ha precisato il vice ministro - mentre il 2013 non è stato un anno positivo" a causa delle ripercussioni della crisi politica egiziana, sfociata nella destituzione dell'ex presidente islamico, Mohamed Morsi, ad opera dell'esercito.

Il vice ministro dello Sviluppo economico ha quindi sottolineato che nel corso della prima parte del Business Council "sono stati discussi molti progetti, non solo quello riguardante il Canale di Suez". Ma l'Italia - ha detto Calendo - non deve guardare all'Egitto solamente come opportunità per investimenti nei settori tradizionali, come quello petrolifero o delle infrastrutture, ma anche verso altri settori e come porta di ingresso per nuovi mercati.

Un concetto approfondito dal ministro del Commercio e dell'Industria egiziano, Mounir Fakhry Abdel Nour, il quale ha sottolineato che "le opportunità di investimento (in Egitto, ndr) sono immense", grazie a un mercato di 90 milioni di persone e agli accordi di libero scambio firmati dal Cairo con Stati arabi, africani e del Mercosur che permettono potenzialmente di raggiungere 1,5 miliardi di persone.

"Faremo tutto il possibile per migliorare il clima economico e facilitare gli investimenti. Stiamo prendendo decisioni difficili, abbiamo delle distorsioni, ma ora siamo al lavoro per creare un ambiente favorevole agli investimenti", ha garantito Abdel Nour.

Al Business Council ha preso parte anche il presidente al-Sisi, il quale ha pronunciato un intervento a porte chiuse. Al-Sisi ha presentato una road map per la ricostruzione delle istituzioni egiziane e del tessuto economico per lo sviluppo del paese, come ha precisato nel corso della conferenza stampa l'amministratore delegato di Finmeccanica e il co-presidente del Business Council, Mauro Moretti.

I rapporti tra Italia ed Egitto sono tra i più forti all'interno del bacino del Mediterraneo. L'Italia è un partner strategico con un ruolo chiave nell'accesso dell'Egitto al mercato europeo: è la destinazione principale delle esportazioni egiziane ed è il quarto paese per le importazioni in Egitto. Al momento sono impegnate nel paese arabo 878 imprese italiane, un dato inferiore a livello europeo solo a quello di Gran Bretagna e Germania.

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