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Da Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati 12 miliardi di dollari per rilanciare l'economia egiziana

ECONOMIA
Da Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati 12 miliardi di dollari per rilanciare l'economia egiziana

Il Kuwait, l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti sono pronti a investire in Egitto. Lo hanno dichiarato rispettivamente l'emiro del Kuwait Sheikh Sabah Al-Ahmed Al-Sabah, il Principe saudita alla Corona Muqrin bin Abdel-Aziz e il vice presidente degli Emirati Mohamed bin Rashed Al-Maktoum intervenendo dopo il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi alla conferenza economica internazionale che si è aperta oggi a Sharm el-Sheik.

Il primo a parlare, dopo al-Sisi, è stato appunto l'emiro del Kuwait, che ha annunciato investimenti per quattro miliardi di dollari in vari settori in Egitto. Dopo di lui, il terzo a prendere la parola è stato il Principe alla Corona dell'Arabia Saudita, che ha annunciato quattro miliardi di dollari in aiuti finanziari e investimenti privati in Egitto, compreso un miliardo di dollari come deposito nella Banca centrale egiziana.

Il vice presidente degli Emirati e governatore di Dubai ha invece annunciato un investimento di quattro miliardi di dollari per l'Egitto, dei quali due miliardi come deposito alla banca centrale e altri due per rilanciare l'economia attraverso una serie di iniziative che verranno chiarite più avanti.

In totale, Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati Arabi immetteranno nell'economia egiziana 12 miliardi di dollari. Si tratta di un insieme di aiuti, investimenti e depositi alla banca centrale egiziana, come hanno annunciato i leader dei tre Paesi del Golfo nel primo giorno della conferenza economica internazionale che si terrà a Sharm el-Sheikh fino a domenica 15. Dalla deposizione del presidente islamico Mohammed Morsi nel luglio del 2013i Paesi del Golfo hanno sostenuto l'Egitto con circa 23 miliardi di dollari.

Le autorità egiziane si augurano che gli investimenti annunciati a Sharm el-Sheikh possano rilanciare l'economia egiziana, riportando al Paese quella stabilità messa a dura prova dalla Rivoluzione del 25 gennaio 2011 contro Hosni Mubarak in poi.

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