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Libia:, persi ricavi petroliferi per 68 miliardi di dollari a causa della guerra

Dal 2013

ECONOMIA
Libia:, persi ricavi petroliferi per 68 miliardi di dollari a causa della guerra

Dal 2013 la Libia ha perso oltre 68 miliardi di dollari di potenziali ricavi petroliferi a causa del conflitto tra fazioni rivali che ha portato l'inustria energetica praticamente allo stallo e ha rovinato l'economia nazionale. La stima è della National Oil Corporation (Noc, la compagnia petrolifera libica) a seguito della chiusura o della distruzione di 75 tra oleodotti e porti in Libia. ''La situazione dell'economia è veramente molto critica'', ha detto il presidente della Noc, Mustafa Sanallah, al Financial Times. ''I rapporti tra i due governi sono davvero pessimi e questo ha paralizzato l'industria petrolifera'', ha aggiunto, elencando tra i problemi all'economia anche le proteste locali, le disfunzioni delle infrastrutture e gli attacchi sferrati dai militanti del sedicente Stato Islamico (Is).

Il collasso dell'industria petrolifera, pilastro dell'economia libica, ha portato come conseguenza la distruzione delle sue finanze. Mohamed El Qorchi, capo della missione del Fondo Monetario Internazionale per la Libia, ha spiegato che lo scorso anno il Paese ha registrato un disavanzo di bilancio del 54 per cento del prodotto interno lordo, ''uno dei più alti al mondo''. Allo stesso tempo l'Economist Intelligence Unit prevede che nel 2016 la Libia avrà la più rapida contrazione economica al mondo, peggio della Siria.

Al momento la Libia resta dilaniata dalla guerra civile che ha diviso il Paese tra il Parlamento esiliato Tobruk per motivi di sicurezza e riconosciuto dalla comunità internazionale, e il governo islamista di Tripoli, presso il quale opera la Noc. Il governo di accordo nazionale annunciato dalle Nazioni Unite lo scorso 19 gennaio non è ancora entrato effettivamente in carica. Inoltre, con le due autorità che hanno combattuto per il controllo dei proventi del petrolio, le aziende energetiche e commerciali hanno continuato a rispettare gli accordi formulati con la Noc, che resta una delle poche istituzioni funzionanti.

I jihadisti dell'Is stanno poi devastando l'industria petrolifera libica dall'inizio dell'anno, anche se Sanallah loda la difesa attuata dalle Guardie degli impianti petroliferi, forza armata ad hoc. Tuttavia la produzione petrolifera in Libia è calata a 362mila barili al giorno, ovvero il 20 per cento del livello del 2011. Due terzi della produzione petrolifera viene esportata.

E mentre continua il conflitto tra le varie fazioni libiche, il timore è che l'Is possa ampliare il suo controllo sugli impianti energetici. A questo proposito in vice ministro del governo di accordo nazionale con sede a Tunisi, Ahmed Maiteeg, ha annunciato che la priorità del nuovo esecutivo sarà quella di aumentare la produzione petrolifera a 1,3 milioni di barili al giorno nell'arco di sei mesi.

''L'ostacolo maggiore è il passaggio di poteri dalle varie parti - ha ammesso - Vogliamo tornare a Tripoli in modo pacifico e non attraverso uno spargimento di sangue''.

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