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Massacro in Siria

SICUREZZA
Massacro in Siria

(Foto Afp)

E' un vero e proprio bagno di sangue quello in corso da ieri nella Ghouta orientale, zona assediata in mano ai ribelli situata a est della capitale siriana Damasco. Secondo quanto denunciato dagli attivisti dell'Osservatorio siriano per i diritti umani, almeno 733 civili sono rimasti uccisi o feriti nelle ultime 36 ore di bombardamenti del regime di Bashar al-Assad. Si tratta, secondo il gruppo basato in Gran Bretagna, del bilancio più grave dal 2015.

Finora "123 persone sono state uccise, tra cui 27 bambini, nel bombardamento isterico sulla regione della Ghouta orientale", ha dichiarato l'Osservatorio, aggiungendo che 610 civili sono stati feriti. Da domenica sarebbero 194 le persone che hanno perso la vita. Tra le vittime si contano anche 52 bambini e 29 donne, hanno precisato gli attivisti.

"Posso dirvi che è stato un inferno, abbiamo visto bambini morire nelle nostre mani a causa di gravi ferite quando sono arrivati tardi all'ospedale", ha detto all'agenzia di stampa 'Dpa' Mohammed, medico in uno degli ospedali della Ghouta orientale. Secondo il medico, almeno quattro ospedali della zona sono stati presi di mira lunedì sera.

"Perché il mondo è ancora in silenzio? Questo non è un film, questa è la realtà", ha aggiunto Mohammed, auspicando l'intervento della comunità internazionale.

La Ghouta orientale è da settimane teatro di intensi raid da parte delle forze governative. Si tratta di una delle ultime aree rimaste sotto il controllo dei ribelli: le forze fedeli al regime la assediano da oltre quattro anni. Nell'area è in corso anche una grave crisi umanitaria poiché gli aiuti arrivano con il contagocce e mancano medicinali e generi di prima necessità.

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