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Tunisia: sopravvissuti molisani, fuori gli spari noi chiusi in un bunker

Il figlio di un crocerista, stavano visitando il museo proprio al momento dell'attentato

CRONACA

Ammassati in una sorta di bunker, mentre fuori risuonavano gli spari. Così un gruppo di turisti molisani di Bojano, in vacanza a Tunisi con la Costa Crociere, ha atteso la fine del blitz antiterrorismo dopo l'attacco al Museo Bardo. Marco D'Arcangelo, appassionato di storia dell'arte, è partito con suo figlio, la cugina e sua figlia e alcune amiche: "Stavano all'interno del museo", racconta all'Adnkronos il figlio Armando, che ieri ha parlato con il padre.

"Mio padre, mio fratello, la cugina con la figlia e due amiche, stavano nel gruppo di visita proprio al momento dell'attentato - spiega - Mi hanno detto che hanno sentito gli spari e a quel punto li hanno fatti spostare in una stanza poi in un'altra. Infine sono stati rinchiusi in una specie di bunker. Sono stati condotti in stanze sicure, dove, ammassati, si sono chiusi dentro".

"Hanno sentito scoppi e mitragliate, finché tutto è finito", continua D'Arcangelo. "Mi hanno chiamato per dirmi che loro stanno bene e a bordo della nave", conclude.

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