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'Innamòrati di te', il progetto Codere contro la violenza sulle donne fa tappa a Viterbo

Incontri per riflettere su femminicidio, stalking e abusi, importante coinvolgere anche gli uomini

CRONACA
'Innamòrati di te', il progetto Codere contro la violenza sulle donne fa tappa a Viterbo

Femminicidio, stalking e abusi fisici e psicologici: un'emergenza sociale sempre più preoccupante in Italia, che troppo spesso riempie le cronache e le prime pagine di giornali. Per sensibilizzare e far riflettere su questi temi, Codere Italia -multinazionale di riferimento nel settore del gioco- ha organizzato l'evento itinerante 'Innamórati di te': una serie di incontri che vedono protagoniste le donne e le loro storie. Dopo Salerno, è stata la città di Viterbo a ospitare la seconda tappa dell'evento, tenutasi presso la Gaming Hall Garbini.

Il progetto è dedicato a tutte le donne 'affinché imparino a pensare prima di tutto a loro stesse', ma vuole coinvolgere anche gli uomini su temi che richiedono la massima attenzione da parte di tutti. "Innamórati di te' si concentra sul mondo femminile partendo da un qualcosa di negativo che è la violenza - afferma Imma Romano, Responsabile Relazioni Istituzionali di Codere Italia- ma la donna che noi vogliamo incontrare e rappresentare è una donna che rinasce, una donna che ha grande stima di se e che in primo luogo si innamora proprio di se stessa".

"Questo evento - spiega - ci consente di parlare ancora una volta di temi molto vicini alle persone che frequentano le nostre sale: tantissime donne e tantissimi uomini che possono confrontarsi anche con argomenti così seri attraverso un'azienda di gioco. 'Innamórati di te' -sottolinea- è il proseguimento di tutta un serie di iniziative, già realizzate negli anni passati, che si inseriscono nell'ambito del progetto 'Codere per il sociale', che ha già fatto importanti percorsi sulla legalità".

Tanti gli ospiti intervenuti alla tappa di Viterbo: rappresentanti di associazioni impegnate nella lotta alla violenza sulle donne, delle forze dell'Ordine e professionalità legate al mondo della formazione. Altrettanto

All'incontro, davanti a un pubblico numeroso e partecipe che ha animato il dibattito, sono intervenuti: Emanuela Valente, fondatrice dell’Osservatorio sul femminicidio 'In Quanto Donna'; Elisa Fornaro, avvocato dell’Associazione 'Donne per la Sicurezza'; Marisa Nicolini, psicologa e psicoterapeuta del Tribunale di Viterbo; Stefano Innocenzi del Pronto Soccorso-Ospedale Belcolle di Viterbo; Valentina Sega, educatrice; Giovanna Dominioni della Polizia Locale e istruttore della tecnica di difesa personale Krav Maga, e Barbara Cerusico, presidente dell’Associazione 'Donne per la Sicurezza'.

I numeri delle violenze sulle donne sono in costante crescita, anche se molto spesso non coincidono con le statistiche che registrano i casi in cui c'è una denuncia: "A livello nazionale si registra un femminicidio ogni due giorni. Le denunce stanno crescendo, anche se resta alto il numero di violenze che vengono taciute", spiega Emanuela Valente, fondatrice dell'Osservatorio sul femminicidio 'In quanto donna'.

"Viterbo è una delle città con il minor numero di femminicidi in Italia, con 4 casi in 5 anni. Una cifra molto bassa, ma questo non significa che non vi sia una forma di violenza verso le donne che magari resta più sommersa. Il numero di denunce infatti -prosegue- non corrisponde necessariamente a un clima più o meno sereno per una donna, perché spesso le donne sono abituate ad essere trattate in un certo modo sul posto lavoro o anche a casa. Quindi -conclude- le denunce possono essere inferiori rispetto alla realtà, per una forma culturale che ancora non riconosce la violenza".

E' importante quindi comunicare alle donne che hanno subito violenza che non sono sole, e che un aiuto per uscire da questa terribile condizione si trova sempre: "Unite si può combattere: questo è il messaggio della nostra associazione", dichiara Barbara Cerusico, Presidente dell'Associazione 'Donne per la Sicurezza'". "Noi ci siamo, e offriamo tutela legale e psicologica a tutte le donne che si rivolgono alla nostra onlus. Siamo nati nel 2009 in seguito allo stupro della Caffarella a Roma. Abbiamo organizzato la prima 'ronda rosa' nel quartiere, per tutelarci e provocare lo Stato che ci stava lasciando sole. Dopo un anno -conclude - nel 2010, è nata ufficialmente "Donne per la sicurezza Onlus".

Dopo Viterbo, il progetto 'Innamórati di te' farà tappa a Bologna e Torino e nelle altre città dove Codere opera.

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