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Garlasco, il giurista: "per Stasi ingiustizia da overdose di rimasticatura di indizi".

Il legale 'con nuovo principio Alberto Stasi non si troverebbe in carcere'

CRONACA
Garlasco, il giurista: per Stasi ingiustizia da overdose di rimasticatura di indizi.

"E' un'ingiustizia da overdose di rimasticatura degli indizi". E' quasi una 'condanna' alla condanna inflitta ad Alberto Stasi per la morte di Chiara Poggi, quella che pronuncia Ennio Amodio, tra i penalisti più noti in Italia, docente e presidente dell'Aspp, l'associazione fra gli studiosi del processo penale intitolato a Gian Domenico Pisapia. Studioso di diritto, tra gli esperti che hanno scritto la riforma del codice di procedura penale nell'89, avvocato di fama, i suoi giudizi hanno un peso particolare quando si tratta di giustizia.

All'Adnkronos, Amodio consegna una valutazione severa sull'ultima parola pronunciata dalla Cassazione su Stasi. "Dopo il filtro della sentenza di primo grado e la nuova pesatura con la bilancia della Corte d' appello con una duplice assoluzione -sottolinea- l'assenza di macchie di sangue sulle scarpe di Alberto, le tracce sui pedali della bicicletta e l'ispezione del computer non dovevano essere sottoposte ad ulteriori valutazioni in altri tre diversi giudizi come se fosse necessario cercare ad ogni costo la conferma di una inconcepibile presunzione di colpevolezza".

Ma c'è di più. Amodio spiega perché Alberto Stasi dovrà presto subire, oltre il danno, anche la beffa. "Questo vizio di fondo della condanna per il delitto di Garlasco è stato ora riconosciuto dal nostro Parlamento che, in un disegno di legge approvato il 23 settembre scorso dalla Camera dei deputati ed ora all'esame del Senato, delega il Governo -riporta il penalista- ad escludere che il ricorso in Cassazione possa essere proposto al fine di far rivalutare la persuasività degli indizi attraverso il difetto di motivazione quando l'imputato e' già stato assolto due volte".

Per Amodio "la 'doppia conforme' rafforza la presunzione di innocenza - rileva il legislatore della nuova disciplina - ed e' quindi assurdo alimentare nuove occasioni di rilettura del merito che aprono la strade alla spirale degli eterni giudicabili. Se questo principio fosse diventato legge oggi Alberto Stasi non sarebbe nel carcere di Bollate".

Ma, come si dice spesso, 'mai dire mai'. Ennio Amodio non ha fatto parte del collegio difensivo di Stasi ma, dall'esterno, intravede un'ultima carta da giocare. "E' probabile -dice- che questa anomalia sia portata davanti alla Corte europea dei diritti dell' uomo anche perché nel processo per la vicenda di Garlasco non e' stata applicata la regola del nostro codice che impone di accertare la colpevolezza dell' imputato al di la' di ogni ragionevole dubbio. E la mancanza di un movente da parte di Stasi conferma che un dubbio ben corposo c'era ma e' sfuggito al bilancio finale della sentenza".

Parole, quelle di Amodio, che suscitano la reazione di Gian Luigi Tizzoni, legale della famiglia di Chiara Poggi. "Non si dovrebbero commentare sentenze che non si conoscono -afferma il legale all'Adnkronos- e soprattutto le sentenze per le quali vi è solo il dispositivo. E che in modo molto più prosaico le sentenze non dovrebbero basarsi su una testimonianza oggettivamente falsa e perizie incomplete". Stasi è stato condannato in via definitiva per il delitto di Garlasco del 13 agosto 2007.

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