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Catania, medico aggredito al pronto soccorso: le immagini del raid

CRONACA

Sette arresti a Catania per l'aggressione a un medico del pronto soccorso. La polizia ha infatti eseguito un'ordinanza di misura cautelare nei confronti di 7 persone ritenute responsabili, a vario titolo, dei reati di lesioni aggravate, violazione di domicilio, interruzione di pubblico servizio e minacce a pubblico ufficiale.

Le indagini, condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, hanno consentito di individuare gli autori dell’aggressione avvenuta la sera del 1 gennaio scorso nei confronti del medico di servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

I poliziotti del Reparto Volanti, intervenuti a seguito di una segnalazione al 113, avevano arrestato un uomo ritenuto responsabile dei reati di lesioni aggravate e interruzioni di pubblico servizio e, contestualmente, indagato in stato di libertà altre quattro persone per i medesimi reati. Dalle prime indagini è emerso che l'uomo aveva preteso dal medico di conoscere l’identità di una donna che aveva fatto ricorso alle cure ospedaliere, dopo un incidente stradale; al rifiuto opposto, dopo un diverbio, l’uomo si era inizialmente allontanato, ritornando, poco dopo, insieme ad altri sei soggetti che si erano resi responsabili dell’aggressione.

Le indagini condotte dai poliziotti della Squadra Mobile, Sezione reati contro la persona, hanno consentito di avere un quadro chiaro ed esaustivo della vicenda e di individuare, nonostante le oggettive difficoltà determinate dalla circostanza che i soggetti fossero travisati, tutti i componenti del gruppo che aveva preso parte al raid punitivo nei confronti del medico. In particolare, è emerso che gli esecutori materiali, dopo essersi introdotti con il volto parzialmente coperto da cappucci, sciarpe e scaldacollo nei locali del pronto soccorso, avevano colpito con ripetuti schiaffi il medico e poi, mentre si trovava a terra, con pugni e calci, causandogli un trauma toracico e l'infrazione di una costola. L'aggressione aveva anche provocato l’interruzione del pubblico servizio del pronto soccorso.

Due degli aggressori devono rispondere anche del reato di minacce a pubblico ufficiale per avere, nella fase antecedente l’aggressione, usato minacce nei confronti del medico. Nell’ambito delle indagini sono state indagate anche due guardie giurate dell’azienda che gestisce il servizio di vigilanza e sicurezza all’interno dell’ospedale per aver indebitamente omesso, in qualità di incaricati di pubblico servizio, di avvisare senza ritardo le forze dell’ordine di quanto stava avvenendo, nonché di attivarsi per sedare l’aggressione in atto.

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