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Turchia, Del Grande telefona a casa: "Sto bene, ma inizio sciopero della fame"

CRONACA
Turchia, Del Grande telefona a casa: Sto bene, ma inizio sciopero della fame

"Sto bene, non mi è stato torto un capello". Gabriele Del Grande, il blogger e documentarista italiano trattenuto in Turchia, oggi pomeriggio verso le 14.30 ha chiamato la moglie ed ha annunciato uno sciopero della fame a partire da questa sera. È la prima telefonata concessa da domenica 9 quando è stato fermato dalle autorità turche al confine nella regione di Hatay. Del Grande è in Turchia dal giorno 7 aprile.

"Sto parlando con quattro poliziotti che mi guardano e ascoltano - ha detto Gabriele Del Grande nella telefonata alla moglie, il cui testo è stato riportato dalla sua pagina Facebook 'Io sto con la sposa', titolo del suo docufilm - Mi hanno fermato al confine, e dopo avermi tenuto nel centro di identificazione e di espulsione di Hatay, sono stato trasferito a Mugla, sempre in un centro di identificazione ed espulsione, in isolamento".

"I miei documenti sono in regola, ma non mi è permesso di nominare un avvocato, né mi è dato sapere quando finirà questo fermo - ha detto Del Grande - Sto bene, non mi è stato torto un capello ma non posso telefonare, hanno sequestrato il mio telefono e le mie cose, sebbene non mi venga contestato nessun reato".

"La ragione del fermo è legata al contenuto del mio lavoro. Ho subito ripetuti interrogatori al riguardo. Ho potuto telefonare solo dopo giorni di protesta. Non mi è stato detto che le autorità italiane volevano mettersi in contatto con me. Da stasera entrerò in sciopero della fame e invito tutti a mobilitarsi per chiedere che vengano rispettati i miei diritti", ha concluso Daniele Del Grande.

FARNESINA - La Farnesina e l’Ambasciata d’Italia ad Ankara stanno seguendo il caso del giornalista Del Grande con la massima attenzione, sin dal suo inizio, in costante contatto con i familiari. Anche nella giornata di oggi sono proseguiti i contatti con la compagna e con l’avvocato della famiglia.

Il ministro Alfano ha disposto l’invio a Mugla – dove Del Grande è detenuto - del console d’Italia a Smirne per rendere visita al connazionale e l’ambasciatore d’Italia ad Ankara ha trasmesso alle autorità turche la richiesta di visita consolare, come previsto dalla Convenzione di Vienna del 1963.

La Farnesina chiede con insistenza, fin dal primo giorno di questa vicenda, che Gabriele Del Grande possa ricevere regolare assistenza legale e consolare. Anche grazie all’azione di sensibilizzazione condotta dall’Italia fin dall’inizio della vicenda, il signor Del Grande ha potuto oggi avere un colloquio telefonico con la famiglia. Ma ciò ovviamente non basta, in quanto la Farnesina chiede che Del Grande sia rimesso in libertà, nel pieno rispetto della legge.

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