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Concorsi truccati, in manette 7 prof universitari

CRONACA
Concorsi truccati, in manette 7 prof universitari

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Arresti domiciliari per 7 docenti universitari, titolari di cattedre di diritto tributario in diversi atenei italiani, per reati di corruzione. Altri 22 docenti sono stati interdetti dallo svolgimento delle funzioni di professore universitario e di quelle "connesse ad ogni altro incarico assegnato in ambito accademico per la durata di 12 mesi".

E' l'esito dell'operazione 'Chiamata alle Armi' eseguita questa mattina dalla Guardia di Finanza di Firenze su tutto il territorio nazionale, dopo che un primo caso di corruzione era stato accertato nel capoluogo fiorentino. Sono 59 i docenti complessivamente indagati per reati di corruzione.

Le misure coercitive sono state disposte dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Firenze su richiesta della Procura della Repubblica fiorentina diretta dal procuratore capo Giuseppe Creazzo. Sempre stamani sono state eseguite più di 150 perquisizioni domiciliari presso uffici pubblici, abitazioni private e studi professionali.

Nei confronti di altri 7 docenti universitari, il giudice per le indagini preliminari di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, si è riservato la valutazione circa l'applicazione della misura interdittiva dopo l'interrogatorio degli stessi indagati.

Tra le persone finite nelle indagini anche l'ex ministro Augusto Fantozzi. Ha ricoperto la carica di ministro delle Finanze nel governo Dini e di ministro del Commercio con l'estero nel primo governo Prodi. È stato inoltre presidente della Commissione Bilancio della Camera dei deputati durante la XIII legislatura. Nel 2008 divenne, su indicazione del governo Berlusconi, commissario straordinario di Alitalia, incarico da cui si dimise nel 2011. Dal 1º dicembre 2009 Fantozzi è rettore dell'Università degli Studi 'Giustino Fortunato' di Benevento, presso cui è professore ordinario di diritto tributario dell'impresa.

Ecco chi sono i 7 prof arrestati

"VOLEVANO ALTERARE CONCORSI DI DIRITTO TRIBUTARIO" - L'operazione della Guardia di Finanza di Firenze ha preso le mosse dal tentativo di alcuni professori con studi professionali a Firenze di indurre un ricercatore universitario dell'ateneo fiorentino, candidato al concorso per l'abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore del diritto tributario, a ritirare la propria domanda.

Le pressioni dei professori universitari sul ricercatore avevano l'obiettivo, come hanno spiegato gli investigatori delle Fiamme Gialle, "di favorire un terzo soggetto in possesso di un profilo curriculare notevolmente inferiore, promettendogli che si sarebbero adoperati con la competente commissione giudicatrice per la sua abilitazione in una successiva tornata".

Ma il ricercatore universitario si è ribellato a questo comportamento corruttivo e ha denunciato il fatto facendo partire l'inchiesta coordinata dalla Procura di Firenze.

LE INDAGINI - Le indagini hanno permesso di scoprire una vasta rete di connivenze e corruttele nell'ambito dei docenti di diritto tributario di diverse università italiane. E sono finite sotto inchiesta due tornate del concorso per l'abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore del diritto tributario, quella del 2012 e in particolare quella del 2013, con il caso relativo alla denuncia.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di accertare "sistematici accordi corruttivi tra numerosi professori di diritto tributario", alcuni dei quali rivestono anche la carica di pubblici ufficiali in quanto componenti di diverse commissioni nazionali (nominate dal Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca).

I professori indagati sono accusati di aver alterato le procedure di abilitazione scientifica nazionale all'insegnamento nel settore scientifico del diritto tributario. Abilitazioni, hanno scoperto gli inquirenti, che i professori indagati volevano concedere "secondo logiche di spartizione territoriale e di reciproci scambi di favori, con valutazioni non basate su criteri meritocratici bensì orientate a soddisfare interessi personali, professionali o associativi", come hanno spiegato gli investigatori.

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