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1.500 euro di risarcimento ma lei rifiuta, stalker assolto

CRONACA
1.500 euro di risarcimento ma lei rifiuta, stalker assolto

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Per 'chiudere la questione' offre 1.500 euro alla sua vittima, che li rifiuta, ma - applicando il nuovo istituto sulla giustizia riparativa - il Tribunale di Torino ritiene congrua e accoglie la proposta dello stalker e lo assolve, estinguendo il reato.

Sentenza che provoca un'immediata reazione. "Ci auguriamo che il governo corregga al più presto la norma dello stalking inserita nel novero della giustizia riparatoria perché le donne che subiscono violenze non hanno bisogno di ulteriori norme che le penalizzino" afferma Alessandra Menelao, responsabile nazionale dei centri di ascolto della Uil.

CISL - "E' deplorevole quanto verificatosi ai danni di una vittima di violenza: le istituzioni preposte a tutelare tradiscono la fiducia delle donne" dichiara Liliana Ocmin, responsabile donne, giovani, immigrati della Cisl, commentando la sentenza del Tribunale di Torino.

"Come più volte richiesto dalla Cisl il reato di stalking non solo non deve essere monetizzabile ma va immediatamente escluso dai reati compresi nell'articolo 162 ter della riforma del codice penale. Il ministro Orlando intervenga subito ed onori l'impegno preso pubblicamente di trovare un correttivo" perché "quanto accaduto oggi, e a cui non saremmo mai dovuti arrivare, non torni più a ripetersi".

CGIL - Per la responsabile delle politiche di genere della Cgil, Loredana Taddei, "non è stato tradito lo spirito della legge, come sostiene la presidente della commissione Giustizia della Camera, Donatella Ferranti, è stata semplicemente applicata la legge. Non si possono fare cattive norme e poi confidare nel buon senso dei giudici".

"La Cgil - aggiunge - insieme a Cisl e Uil nel mese di giugno aveva denunciato l'introduzione dell'art. 162 ter nella legge di riforma del codice penale e chiesto di escluderlo da quelli ricompresi. Articolo - ricorda Taddei - che prevede l'estinzione di alcuni reati, come lo stalking, a seguito di condotte riparatorie".

ORLANDO - "Alcuni ministri del governo - prosegue - avevano allora parlato di ‘fake news’, la presidente Ferranti di ‘terrorismo psicologico’ e di ‘dichiarazioni irresponsabili senza alcun fondamento’. Il ministro Orlando a luglio aveva annunciato di essere ‘aperto a modifiche normative’ per arginare un ‘rischio molto remoto’, che remoto come vediamo non è. E' poi seguito un assordante silenzio, che perdura da mesi".

"La Cgil - conclude - non starà in silenzio, anche sabato scorso è scesa in tutte le piazze d'Italia contro la violenza sulle donne, con un appello che ha raccolto ad oggi oltre 15mila firme, e continuerà a farlo".

TELEFONO ROSA - "Avevamo sollecitato in ogni modo il ministro della Giustizia Andrea Orlando, perché stralciasse il reato di stalking da quanto previsto dalla riforma di procedura penale, ossia che alcuni reati potessero estinguersi con il pagamento di danaro" afferma con forza la presidente di Telefono Rosa, Gabriella Carnieri Moscatelli.

"Avevamo spiegato quanto sia inaccettabile, per una giustizia degna di questo nome, che la vittima non abbia voce in capitolo nella decisione del giudice di accogliere o meno la cifra proposta dallo stalker; e avevamo chiesto di ascoltarci, in modo che potessimo raccontare cosa vuol dire subire la tortura dello stalking e in modo che potessimo spiegare quanto devastante, per le vittime, sia sapere che può finire tutto con un pugno di soldi. Non siamo state ascoltate".

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