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Trappist-1, due pianeti su sette sono abitabili

CRONACA
Trappist-1, due pianeti su sette sono abitabili

Trappist-1 con i suoi sette pianeti (Foto dal sito del Planetary Science Institute)

Tornano sulla scena Trappist-1 ed i suoi sette pianeti simili alla Terra. Secondo quanto annunciato dagli scienziati del Planetary Science Institute, due dei sette eso-pianeti che orbitano intorno alla stella, Trappist-1d e Trappist-1e, potrebbero essere potenzialmente abitabili. A rilevarlo è stata la planetologa Amy Barr che ha studiato la struttura interna e il riscaldamento mareale dei 'sette gemelli' della Terra che orbitano intorno alla stella nana rossa, ad 'appena' 40 anni luce da noi.

Nel suo studio pubblicato su "Astronomy & Astrophysics", Barr riferisce che le analisi eseguite dalla coautrice della ricerca Vera Dobos mostrano che i pianeti Trapist-1 d e Trapist-1 e sono i più probabilmente abitabili del sistema a causa delle loro moderate temperature superficiali, del riscaldamento mareale contenuto, e del fatto che i flussi di calore sono sufficientemente bassi da evitare il verificarsi di un effetto serra fuori controllo. Inoltre sembrerebbe che un grande oceano d’acqua ricopra il pianeta Trappist-1d.

"Visto che la stella del sistema Trappist-1 è molto vecchia e debole, la temperatura superficiale dei pianeti che gli orbitano intorno -spiega Barr- risulta essere relativamente fresca rispetto agli standard planetari". Le temperature, riferisce, "vanno da circa 127°, parecchio più basse delle temperature che si trovano su Venere a circa -106°, più fredda dei poli della Terra". E per dare un'idea, il nostro Istituto Nazionale di Astrofisica ricorda che su Venere "a temperatura media è di circa 460°, come quella che raggiunge un forno a legna per la pizza.

Barr, inoltre, sottolinea che "i pianeti orbitano molto vicino alla stella, con periodi orbitali di alcuni giorni. Poiché le loro orbite sono eccentriche, ossia non del tutto circolari, questi pianeti potrebbero risentire del riscaldamento mareale, come avviene per le lune di Giove e Saturno". "Ipotizzando che i pianeti siano composti da ghiaccio d’acqua, roccia e ferro, abbiamo determinato in che quantità questi elementi potrebbero essere presenti e quanto potrebbero essere spessi i vari strati" continua la scienziata.

"Poiché le masse e i raggi dei pianeti non sono ancora ben conosciuti, nell’articolo abbiamo presentato tutte le varie possibili strutture e composizioni interne, compatibili con i valori di massa e raggio considerati" spiega ancora Amy Barr. I risultati del team mostrano come migliori stime delle masse di ciascun pianeta possano aiutare a determinare se in ciascuno dei pianeti sia presente una significativa quantità di acqua. I pianeti studiati sono indicati con una lettera: dalla "b" alla "h", in ordine di distanza dalla stella.

Il team di ricerca del Planetary Science Institute ha calcolato l’equilibrio tra il riscaldamento mareale e il trasporto del calore per convezione nei mantelli di ciascun pianeta. I risultati mostrano che i pianeti Trappist-1b e Trappist-1c probabilmente hanno mantelli di roccia parzialmente fusi. Lo studio riporta anche che il pianeta Trappist-1c ha probabilmente una superficie rocciosa solida e potrebbe avere eruzioni di magmi di silicati sulla sua superficie indotti dal riscaldamento mareale, così come avviene su Io, la luna di Giove.

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