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"Marco, torna": il mistero del 16enne scomparso

CRONACA
Marco, torna: il mistero del 16enne scomparso

Immagine di repertorio (Fotogramma)

Il cellulare è spento da venerdì pomeriggio. Da allora nessuna traccia ancora di Marco, lo studente 16enne, scomparso da Riva del Garda, dopo l'uscita dal liceo classico. "Caro Marco, speriamo che tu possa leggere questa lettera al più presto - gli scrivono i compagni in una missiva, pubblicata su L'Adige - Ti scriviamo per farti sapere che dovunque tu sia, noi ci siamo". "Stiamo vivendo con te quello che probabilmente è considerato il periodo più difficile e significativo della nostra vita" fanno notare, tratteggiando un profilo di questo adolescente. "Ti sei sempre presentato con la tua originalità, andandone anche fiero, facendo in modo che per noi diventasse la normalità. Sei riuscito a farti volere bene e a farti apprezzare proprio per quelle tue caratteristiche". "Si sente la mancanza delle tue battute spiritose, dette al momento giusto, il tuo solito augurio in francese prima delle verifiche, delle partite a poker prima della ricreazione e di quelle a carte durante l'ora di supplenza e nelle assemblee di classe. Non pensare però che di te ci importi solo il tuo modo d'essere, di parlare, di vestire, delle tue ampie conoscenze, ma ti vogliamo bene e siamo preoccupati perché sei Marco, nostro amico da tre anni, sei una persona che vive, con le sue emozioni, i suoi pregi e i suoi difetti. Non ci importa ciò che fai e ciò che vuoi sembrare, ci importa di Te". Le ricerche, intanto, continuano su due fronti. Sia con le perlustrazioni sulle montagne vicino a Riva del Garda, sia con il controllo delle immagini delle telecamere nelle stazioni ferroviarie vicine e in quelle dei bus. "Ora ci auguriamo che tu stia bene e che tu, per quanto sia possibile, sia sereno - auspicano i suoi compagni di classe nella lettera - Nel frattempo tutti quanti qui sentiamo molto la tua mancanza e desideriamo profondamente riaverti presto tra noi perché, nella tua singolarità, sei insostituibile".

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