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"Moltiplichiamoci", lo spot diventa un caso

CRONACA
Moltiplichiamoci, lo spot diventa un caso

Un fermo immagine dello spot Chicco

"Non sarà il 1982 o il 2006, ma anche quest'anno le notti possono ancora diventare magiche". Niente campionato mondiale per gli Azzurri e la Chicco invita gli italiani delusi a dare vita - letteralmente - a un nuovo baby boom. Questo il contenuto dell'ultimo spot dell'azienda, che sottolinea la "tragedia" dell'esclusione dai Mondiali. Il perché è presto detto: "ogni Mondiale vinto - recita lo spot - finisce sempre con il baby boom, un'esplosione dell'indice naturale di natalità, una pioggia di neonati che ci ha allagato di ottimismo facendo dell'Italia una nazione straordinaria. Oggi però la realtà è diversa". Cosa fare quindi? L'azienda di articoli per la prima infanzia lancia l'appello a riprodursi: "Facciamo un altro baby boom. Abbiamo bisogno di bambini - spiega la voce fuori campo mentre scorrono immagini di coppie che si scambiano effusioni - migliaia, milioni, trilioni di bambini, bambini che ci aiuteranno a crescere portando l'Italia dove è giusto che stia. Facciamolo per l'Italia - incalza la voce -, facciamolo tutti, l'uno con l'altro, sommiamoci, moltiplichiamoci all'infinito". Un gesto patriottico, insomma, che per la Chicco andrebbe fatto "per amore o semplicemente per voglia di farlo. Facciamolo dovunque, ovunque e comunque sia. Ma facciamolo, facciamolo per l'Italia. Perché in questo Mondiale - conclude il narratore - i gol li segnamo noi".
Per la gioia di azienda e pubblicitari, lo spot in meno di 48 ore è diventato virale sui social, raccogliendo pareri entusiasti ma anche critiche feroci.
Se per alcuni, infatti, si tratta di un "vero e proprio inno alla famiglia", di "uno spot provocatorio e geniale", "meraviglioso", di una "fotografia dei veri bisogni del Paese", che "centra con maestria il punto, e cioè il problema del calo demografico in Italia", ad altri la pubblicità ricorda da vicino "il 'fare figli' del Ventennio" -"vi siete dimenticati della tassa sul celibato, i figli della lupa e i balilla", scrivono -, bollandola di volta in volta come "oscena", "squallida", "offensiva", "pericolosa" e "irresponsabile" per quel "comunque sia" che a moltissimi non va proprio giù.
Incassati i complimenti, la Chicco ha quindi risposto alle critiche sui suoi canali social, spiegando in ogni commento di come lo spot parli "d'amore", che è "la condizione necessaria per avere un bambino" e di cui si può parlare "con un po' di leggerezza" anche se "il calo delle nascite è un tema reale nel Paese. Parlare di bambini - spiegano più e più volte a quanti criticano lo spot- vuol dire parlare del futuro".
Intanto, in difesa dell'iniziativa, è scesa in campo anche Giorgia Meloni che sulla sua pagina Facebook ha condiviso lo spot lodandone le intenzioni: "Questo simpatico spot pro natalità - scrive oggi la leader di Fratelli d'Italia - sta scatenando indignazione, insulti e inviti al boicottaggio verso l'azienda Chicco. Reputo tutto ciò surreale, perciò lo ripropongo condividendo pienamente il suo messaggio. Io sto con Chicco!".

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