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Scacco al clan Casamonica, raffica di arresti

CRONACA
Scacco al clan Casamonica, raffica di arresti

Scacco al clan Casamonica. Dalle primi luce dell’alba, circa 250 militari del Comando Provinciale Carabinieri di Roma, con l’ausilio di unità cinofile, un elicottero dell’Arma e del personale dell’8 Reggimento Lazio, sono stati impegnati fra Roma e le provincie di Reggio Calabria e Cosenza per eseguire 37 misure cautelari in carcere, emesse dal gip del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di soggetti ai quali viene contestato anche l’art. 416 bis, per avere costituito e preso parte all’associazione mafiosa denominata 'clan Casamonica. Il ruolo apicale di promotore è stato attribuito a Giuseppe Casamonica , recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione.

I PROVVEDIMENTI - I soggetti sono anche ritenuti responsabili, in concorso fra loro e con ruoli diversi, di aver costituito un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione, usura, concessione illecita di finanziamenti ed altro, tutti commessi con l’aggravante del metodo mafioso.

Al momento i provvedimenti eseguiti sono 33 con altri 4 soggetti attivamente ricercati. Le ultime due donne, in totale 13, sono state rintracciate e fermate, nel primo pomeriggio, all’interno del centro commerciale Cinecittà 2.

C'era Giuseppe Casamonica all'apice del clan: secondo i militari l'uomo, recentemente uscito dal carcere dopo circa 10 anni di detenzione, continuava a gestire gli affari del clan. Tra gli arrestati c'è anche Domenico Spada, ex campione di pugilato.

GLI ALLOGGI POPOLARI - Ci sono anche quattro alloggi popolari, riconducibili ad alcuni degli arrestati, tra i beni sequestrati. Uno è a piazza Gasparri a Ostia, uno a Ciampino, uno a Pietralata e un altro sempre a Roma. Sotto sequestro anche una discoteca a Testaccio, un ristorante al Pantheon, un centro estetico sulla Casilina e una palestra a Marino. Secondo quanto emerso, l'alloggio era stato usurpato con violenza e minaccia armata al legittimo possessore, oggi ultrasettantenne, costretto a vivere per strada. Insieme al personale dell'Agenzia Nazionale dei Beni Confiscati si sta procedendo alla formale immissione in possesso di ulteriori quattro immobili, già confiscati in via definitiva e tuttora occupati da alcuni destinatari della misura cautelare. Nel corso delle perquisizioni sono stati trovati e sequestrati vari conti correnti, circa 50mila euro in contanti, 20 auto, decine di orologi di lusso e numerosi appunti manoscritti utili al proseguo delle indagini.

LA ROCCAFORTE DEL CLAN - La 'roccaforte' del clan era in vicolo di Porta Furba. Le indagini sono state avviate nell'estate del 2015, ancor prima degli funerali show di 'Zio Vittorio', ed è emersa "l'esistenza di un'associazione mafiosa autoctona strutturata su più gruppi criminali, prevalentemente a connotazione familiare, dotati di una propria autonomia decisionale, operativa ed economica e dediti a vari reati tra i quali lo spaccio di stupefacenti, l'usura, le estorsioni ed altro". Secondo i carabinieri, dalle indagini è emerso come "il clan Casamonica si avvalga tuttora di una forza numerica che, unita alla totale chiusura verso l'esterno, alla disponibilità di armi ed all'utilizzo di una lingua difficilmente decifrabile, conferisce forza al gruppo, permettendo ad ogni singolo appartenente di avere atteggiamenti di prevaricazione e minacciosi nei confronti dell'esterno, avvalendosi anche della forza intimidatrice oramai insita nel nome 'Casamonica'".  

"Sottolineo l'importanza dell'operazione di oggi che dimostra come su Roma non ci sono zone franche", ha sottolineato il comandante del reparto operativo di Roma, colonnello Mario Conio, nel corso della conferenza stampa sul maxi blitz che è stato messo a segno nella zona "Appia Tuscolana - ha osservato - è l'ennesimo colpo in quartieri che da sempre hanno la nostra attenzione". 

LE INDAGINI - Le indagini che hanno portato al maxi blitz si sono avvalse anche delle testimonianze delle vittime e di due collaboratori di giustizia. A collaborare è stata, per la prima volta, la ex compagna di un membro del clan Casamonica. "E molto importante - ha commentato il procuratore aggiunto della Dda di Roma Michele Prestipino -  rappresenta un vulnus importante sull'area di impenetrabilità" del gruppo. Secondo quanto emerso dalle indagini dei carabinieri, la donna, esterna al clan, era sempre stata vista dalla famiglia del compagno come un corpo estraneo tanto da diventare vittima del clan al pari di altri. Veniva sottomessa, quasi segregata in casa con i figli, tanto da prendere la decisione di fuggire e collaborare. Ora si trova sotto protezione.

LE VITTIME - C'erano anche il conduttore radiofonico Marco Baldini e il figlio di Franco Zeffirelli tra le vittime di usura da parte del clan Casamonica al quale non serviva quasi mai ricorrere alla violenza: il loro nome bastava ad incutere timore nelle vittime e nei cittadini.

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