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Spagna: procura accusa Mas di 'disobbedienza grave' per voto 9 novembre

ESTERI

La Procura generale di Stato spagnola ha formalmente accusato il capo del governo regionale catalano, Arturo Mas, di "disobbedienza grave, abuso di potere, peculato e ostruzione della giustizia" in relazione alla consultazione sull'indipendenza, che si è svolta il 9 novembre, malgrado la Corte Costituzionale ne avesse ordinato la sospensione. Il ricorso, riferiscono i media spagnoli, è stato presentato davanti al Tribunale Superiore della Giustizia della Catalogna. L'atto riguarda anche la vicepresidente del governo catalano, Joana Ortega, e la titolare dell'Istruzione, Irene Rigau, per aver concesso i locali dove si è svolto il voto.

Il passo era atteso da alcuni giorni, ma era stato ritardato dall'opposizione dei procuratori catalani. Ora spetterà al Tribunale Superiore decidere se ammettere il ricorso. Mas rischia da sei mesi a un anno di carcere per il reato di ostruzione della giustizia, mentre per gli altri reati sono previste multe e l'interdizione dai pubblici uffici che, per l'abuso di potere, arriva fino a dieci anni.

Il ricorso rappresenta un nuovo passo nello scontro fra il governo centrale di Madrid e quello regionale di Barcellona. La Corte Suprema spagnola aveva ordinato la sospensione del referendum convocato da Mas e successivamente anche quella della consultazione alternativa. Il leader catalano ha però deciso di andare avanti lo stesso. Secondo il quotidiano El Pais, che cita fonti vicine al leder indipendentista di Barcellona, il ricorso della procura favorisce la strategia di Mas e del suo partito CiU per aumentare i consensi in vista di possibili elezioni anticipate.

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