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"Tutto tranne il Profeta", sale la rabbia del mondo islamico dopo le nuove vignette di Charlie Hebdo

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Tutto tranne il Profeta, sale la rabbia del mondo islamico dopo le nuove vignette di Charlie Hebdo

"Tutto tranne il Profeta". Continua nel mondo arabo l'indignazione contro la pubblicazione da parte di Charlie Hebdo delle nuove vignette raffiguranti Maometto.

A condannare l'ultimo numero della rivista satirica francese Charlie Hebdo, uscita ieri con una nuova caricatura del profeta Maometto in copertina, anche i palestinesi di Hamas. Sul quotidiano ufficiale del gruppo, Felesteen, si legge che la libertà di espressione non permette di insultare il Profeta ed è stata pubblicata una vignetta che rappresenta una mano che fa un segno di stop a un'altra mano, che impugna un pennello a forma di diavolo. Sotto la prima mano appare la scritta "Tutto tranne il Profeta", mentre sotto quella con il pennello si legge "Libertà di espressione". Anche il dirigente di Hamas Izzat Risheq ha dichiarato che la pubblicazione delle nuove vignette di Charlie Hebdo "getta benzina sul fuoco".

Un altolà è arrivato in forma ufficiale dal parlamento pakistano: "Questa aula condanna la pubblicazione di vignette sul profeta in Francia", si legge in una risoluzione dell'Assemblea Nazionale di Islamabad, votata da tutti i partiti. "Chiediamo alla comunità internazionale - si legge ancora - compresa l'Unione europea, di assicurare che questi fatti non si ripetano". Dopo la seduta, i deputati si sono uniti in corteo di fronte alla sede del Parlamento a Islamabad. "Perché la gente in Occidente fa questo, quando sa che la punizione per queste azioni è la morte, in base alla nostra sharia?", si è chiesto il ministro delle Ferrovie, Saad Rafiq, durante la manifestazione. Numerosi gruppi islamici pakistani hanno annunciato per domani marce di protesta contro le vignette di Charlie Hebdo. Tra gli organizzatori, c'è la setta sunnita Tehreek, che controlla circa 100.000 moschee in tutto il Paese. "Diremo al mondo che le caricature hanno ferito i sentimenti di oltre un miliardo di musulmani", ha fatto sapere Sarwat Ijaz Qardi, leader del gruppo, in un comunicato. Anche il partito Jamaat-e-Islami, che fa parte della coalizione al governo nella provincia nord-occidentale del Khyber-Pakhtunkhwa, parteciperà alla marcia, come ha annunciato il suo leader Sirajul Haq.

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