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Pirati, Nyt pubblica video di esecuzione di 4 uomini in Oceano Indiano

ESTERI
Pirati, Nyt pubblica video di esecuzione di 4 uomini in Oceano Indiano

Un fermo immagine del video pubblicato dal sito del New York Times

Una vera e propria esecuzione in alto mare di quattro uomini disarmati aggrappati al relitto di una piccola barca di legno, accerchiata da diverse pescherecci d'altura dai quali viene aperto il fuoco. E' questo il video che pubblicato oggi dal sito del New York Times nell'ambito dell'inchiesta "Outlaw Ocean" in cui si registra l'allarme degli esperti di sicurezza sul fatto che il crescere del numero e della violenza degli attacchi da parte dei pirati, ed altre forme di violenze contro i navigatori, abbia reso molte zone degli Oceani una sorta di territorio senza legge.

Nel video, della durata di sette minuti, si sente una voce che grida "sparate, sparate" con un megafono e poi il rumore di almeno quaranta proiettili sparati contro i quattro che cercano di rimanere a galla. Come ricostruisce il Times il video è stato ritrovato in un cellulare abbandonato in una taxi nella capitale delle isole Fiji, Suva, e dovrebbe riferirsi ad un fatto avvenuto nell'Oceano Indiano nel 2012 o nel 2013.

A parte questo, sul fatto c'e' il mistero più totale: non sono stati identificate le vittime, l'esatta località dove si è svolta, la nazionalità delle navi, almeno quattro, dalle quali sono partiti gli spari. E anche non è chiaro se qualche governo si sia assunto il compito di indagare.

Secondo autorità di Taiwan video vi sarebbe coinvolta almeno un'imbarcazione taiwanese e le vittime sarebbero state coinvolte in un fallito attacco di pirati.

Mentre gli esperti di sicurezza interpellati dal Times ritengono che nel più probabile dei casi si è trattata di un "esecuzione sommaria" di ladri sorpresi a rubare pesce, oppure marinai che si erano ammutinati. Viene ricordato infatti come dal 2008, visto il crescere degli attacchi dei pirati, gran parte delle imbarcazioni si sia dotata guardie armate private e che si sono formati dei veri e propri eserciti privati di stanza su imbarcazione in navigazione - che fungono anche da deposito di armi - nelle acque internazionali pronti ad intervenire dove necessario.

"Esecuzione sommaria, azione da vigilanti, eccesso di difesa, chiamatelo come volete, quello che resta è che è un omicidio in alto mare e la domanda del perché si permette che succedano cose del genere", ha detto Klaus Lutha, avvocato della International Organization of Masters, Mates and Pilots.

Secondo i dati raccolti dal Times nelle regioni occidentali dell'Oceano Indiano, nel sud est asiatico e nel golfo di Guinea, le zone maggiormente afflitte dalla piaga della pirateria, oltre 5200 navi sono state attaccate da pirati e oltre 500 prese in ostaggio.

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