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Video Is minaccia ebrei nella loro lingua: ripuliremo Gerusalemme

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Video Is minaccia ebrei nella loro lingua: ripuliremo Gerusalemme /Guarda

"Ripuliremo Gerusalemme e il Paese dagli ebrei". E' questa la minaccia lanciata in quello che è considerato il primo video dell'organizzazione dello Stato islamico (Is) in lingua ebraica, la cui fonte non è ancora nota. Il sito di notizie palestinese 'Sama News' ha pubblicato un video attribuito all'Is in cui un miliziano incappucciato che parla fluentemente ebraico ed arabo minaccia di uccidere e sgozzare gli ebrei in segno di vendetta per quanto sta accadendo in Palestina.

Il miliziano esordisce in arabo dicendo che sta inviando un messaggio agli ebrei, che poi definisce nella loro lingua "il nemico numero uno dei musulmani". "La guerra vera non è ancora iniziata", afferma, promettendo "nel futuro immediato che non resterà un solo ebreo a Gerusalemme o nei suoi dintorni". "Continueremo fino a che non avremo debellato questa malattia da tutto il mondo", prosegue il miliziano, che avverte: "A decine di migliaia arriveranno da tutto il mondo per sgozzarvi e gettarvi nell'immondizia".

"I confini di Sykes-Pikot che vi proteggono non dureranno. Così come li abbiamo rimossi tra Iraq e Siria - aggiunge il miliziano - li rimuoveremo anche tra Siria e Giordania e tra Siria e Palestina, se Dio vuole. Queste non sono solo parole al vento, noi stiamo avanzando verso di voi da ogni parte, da sud e da nord, dal Sinai e da Damasco e da ogni parte del mondo. Stiamo arrivando per distruggervi".

"Nemmeno una goccia di sangue dei musulmani che avete ucciso e che uccidete ogni giorno sarà versata invano", afferma ancora. "Il conto in sospeso tra noi si allunga sempre più, ma noi siamo disposti a tutto questo", e la vendetta arriverà "molto presto".

Il video è sottotitolato in arabo, lingua in cui il miliziano pronuncia anche diversi incisi, tra cui versetti del Corano. Alla fine si legge un messaggio a tutti coloro che nello Stato islamico si occupano di "media e diffusione di notizie" e ai suoi "scrittori e produttori", affinché "Dio accolga e benedica il vostro sforzo a favore del vostro Stato".

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