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Iran, giro di vite contro i cani: "E' cultura occidentale volgare"

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Iran, giro di vite contro i cani: E' cultura occidentale volgare

(Fotogramma)

E' un vero e proprio giro di vite contro gli amanti dei cani quello attuato dalle autorità dell'Iran centrale, che considerano il rapporto domestico con questi animali come una "cultura occidentale volgare''. Secondo quanto racconta il proprietario di un cane a Shahin Shahr, nella provincia di Isfahan, al quotidiano Shahrvand, la settimana scorsa alcuni funzionari si sono presentati a casa sua. ''Ci hanno mostrato un foglio di carta nel quale era scritto che erano stati mandati dall'ufficio veterinario del comune. Sono entrati e hanno portato via i nostri cani con il pretesto di vaccinarli'', ha spiegato a condizione di anonimato. All'uomo era stato detto che avrebbe potuto riprendersi i cani dopo la vaccinazione, ma una volta che si è recato nell'ufficio ha scoperto che non c'era traccia del suo caso.

Il giornale spiega infatti che il sequestro dei cani segue un'operazione lanciata dal procuratore locale, Mohsen Boosaidi. ''Tenere con sé e prendersi cura dei cani è haram (vietato, ndr) dai leader religiosi'', aveva detto lo scorso 19 giugno Boosaidi all'agenzia di stampa Fars. ''Se verifichiamo che qualcuno ha con sé cani e li sta curando, promuovendo così una cultura occidentale volgare, ci occuperemo di loro con fermezza'', ha aggiunto. Tre giorni dopo sono cominciati i sequestri dei cani in città, come scrive Shahrvand.

Javid Al-e Davood, presidente della Società iraniana per la protezione degli animali, ha parlato di azioni illegali, affermando che il procuratore ha un atteggiamento ''completamente sbagliato'' rispetto alla posizione dell'Islam nei confronti dei cani. ''Tenere con sé un cane non è considerato haram in alcun libro religioso. Associare la cura di un cane alla cultura occidentale rappresenta una distorsione della storia islamica e della civilizzazione iraniana'', ha dichiarato.

Le autorità iraniane ammettono l'uso del cane in ruoli specifici, ovvero a guardia di una proprietà oppure come guida per i ciechi. Al-e Davood ha scritto una lettera aperta al procuratore, pubblicandola anche sul suo sito, nel quale contesta che la confisca di cani sia una priorità delle autorità. ''Siamo felici che tutti i problemi del Paese siano stati risolti e che la presenza di pochi cani da guardia nelle case delle persone sia rimasto l'unico problema della gente di Shahin Shahr, che lei sta cercando di risolvere'', si legge nella lettera scritta in tono sarcastico.

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