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Un ospedale da campo italiano a Misurata, 200 persone fra medici e militari

ESTERI
Un ospedale da campo italiano a Misurata, 200 persone fra medici e militari

(Afp)

L'Italia installerà a breve termine un ospedale militare da campo in Libia, presso l'aeroporto di Misurata, per assistere le milizie locali impegnate contro lo Stato Islamico nel quadro di una missione che ha ricevuto il nome di "Ippocrate" in risposta a una richiesta formale del premier libico Serraj. E' quanto è emerso nelle audizioni dei ministri degli esteri Paolo Gentiloni e della difesa Roberta Pinotti di fronte alle commissioni riunite esteri e difesa di Camera e Senato in cui si è precisato che il contingente impegnato sarà composto da 200 persone. La struttura sanitaria sarà destinata alle cure delle forze di sicurezza libiche ferite nella battaglia di Sirte con lo stato islamico. "Non ci sono boots on the ground", ma "meds on the ground", "in Libia stiamo mandando un ospedale, non una portaerei", ha detto Gentiloni che, come Pinotti, ha insistito sulla natura umanitaria della missione. "Il Parlamento sta decidendo di votare una risoluzione e lo consideriamo favorevolmente, perché è un supporto a quello che il governo ha previsto. Appena questo verrà fatto noi siamo pronti a partire", ha precisato Pinotti. "Per l'inquadramento economico e giuridico della missione il governo adotterà, come di consueto, i provvedimenti normativi del caso".

La missione garantirà, sin dalla sua primissima fase operativa il triage con trattamento di codice rosso, visite ambulatoriali, analisi e trasfusioni di sangue plasma in laboratorio, dodici posti letto, preparazione dei pazienti per l'eventuale evacuazione aeromedica con il relativo team specializzato. A regine poi l'ospedale da campo opererà in maniera complementare con quello di Misurata e con la possibilità di mandare in Italia quei pazienti che ne avranno bisogno.

L'8 agosto scorso è stato lo stesso governo Serraj a inoltrare all'Italia la richiesta per una struttura sanitaria. "Il 23 c'è stata un'ulteriore ricognizione tecnico-logistica e poi è stato inviato un nucleo di collegamento presso il ministero della difesa libico", ha spiegato Pinotti precisando che Ippocrate è una missione "umanitaria" che dovrà essere "tempestiva", data la presenza di militari libici feriti sul campo nei combattimenti di questi giorni.

Il contingente "sarà formato da una aliquota per la funzione sanitaria che sarà composta da 65 medici e infermieri. Una seconda aliquota sarà composta da 35 unità per la funzione di supporto logistico generale necessaria per tutti i servizi alla vita quotidiana del personale. Una terza aliquota è invece composta da 100 unità ed è la vera e propria force protection, che agirà su tre turni, e riguarderà la sicurezza dell'ospedale e delle altre attività per impiantare l'ospedale", ha spiegato Pinotti. Presso l'aeroporto di Misurata "sarà presente anche un aereo C27-J per una eventuale evacuazione strategica, e lo stazionamento di una nave di Mare Sicuro al largo delle coste libiche con compiti di supporto e protezione aggiuntiva. Non è una nave in più ma è una nave che già fa parte del dispositivo Mare Sicuro".

Le operazioni militari avviate domenica nell'area della 'mezzaluna petrolifera' dalle forze del generale Khalifa Haftar "rischiano di avere un effetto destabilizzante" sul processo di pace in Libia e al momento "la situazione sul terreno è molto instabile", ha sottolineato Gentiloni ricordando che, nell'area sorgono i principali impianti petroliferi delle compagnie internazionali, italiani compresi.

"Nella stessa fase iniziale - continua il ministro della Difesa - sarà garantito anche un team chirurgico di supporto di sei unità che si affiancherà ai medici libici per incrementare le capacità dell'ospedale di Misurata che non ha tutte le specialità necessarie che noi andiamo ad integrare. La capacità finale sarà raggiunta dopo tre settimane con ricovero e trattamento fino a 50 pazienti, due degenti in terapia intensiva, trattamento di codice rosso, diagnostica per immagine, farmacia e chirurgia salvavita".

"Oggi a Sirte l’area occupata dal Daesh è molto circoscritta, si parla di uno o due chilometri quadrati distribuiti su tre quartieri. Le operazioni sono condotte con estrema cautela per la presenza di civili e la necessità di tutelare persone innocenti in questi territori", ha riferito Pinotti: "le forze libiche hanno di fatto sigillato l'area circondandola con un anello di contenimento per evitare che da Sirte potessero partire fondamentalisti portando instabilità presso altri territori. Quello che risulta è che stata fatta una operazione di messa in sicurezza. Questo non significa che tutto il lavoro è stato fatto né che l’operazione è conclusa, ma è stato fatto un passo avanti".

La conquista da parte delle forze del generale libico Khalifa Haftar di alcuni porti petroliferi nella regione della 'Mezzaluna petrolifera' nell'est della Libia, è dettata dalla necessità di "proteggere la fonte principale di sostentamento di tutti i libici", ha nel frattempo detto oggi il presidente del parlamento di Tobruk, Aqila Saleh, legate alle milizie, spiegando che le forze operano "su mandato delle istituzioni ufficiali e di tutto il popolo libico per liberarlo da chi ostacola l'esportazione del petrolio libico". Le forze di Haftar "hanno annunciato sin dall'inizio di non avere nulla a che fare con la gestione del petrolio, che è competenza della Compagnia petrolifera nazionale (Noc), esortandola a prendere in consegna i pozzi porti petroliferi per esercitarvi i suoi compiti", così come "hanno dichiarato di non intendere perturbare i contratti locali e stranieri nel rispetto degli impegni assunti dallo Stato libico".Di conseguenza, "tutte le forze usciranno dai pozzi e dai porti non appena la Noc li avrà presi in consegna", ha aggiunto Saleh.

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