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Un anno fa l'attacco al cuore di Parigi

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Un anno fa l'attacco al cuore di Parigi

Foto Afp

Un anno fa, il 13 novembre, tre commando terroristi seminarono il terrore a Parigi uccidendo 130 persone e ferendone 413: una carneficina rivendicata dall'Is, seconda in Europa solo agli attentati di Madrid che l'11 marzo 2004 fecero 191 morti.

Questa la ricostruzione dei fatti di quella notte. Alle 21.19 la prima esplosione. Allo Stade de France a Saint-Denis è in corso un a partita amichevole tra Francia e Germania al quale assiste il presidente François Hollande: respinto all'ingresso dello stadio un terrorista si fa esplodere davanti alla struttura. Tre minuti più tardi una seconda esplosione. E' l'inizio di una notte di terrore, segnata da attacchi, sparatorie, attentati suicidi, compiuti in centro a Parigi e nei quartieri periferici da tre distinti commando.

Passano pochi minuti dalle prime esplosioni, quando terroristi armati aprono il fuoco nel bar Le Carillon e nel ristorante Le Petit Cambodge nel decimo arrondissement. La procura parla di 15 morti e 19 feriti. Ancora pochi minuti e colpi di arma da fuoco vengono esplosi nell'undicesimo arrondissement davanti al Café Bonne Bière e al ristorante Casa Nostra. Bilancio cinque morti e 19 feriti. Nella stessa zona, nella hall del ristorante La Belle Equipe vengono uccise in un altro attacco 19 persone e altre 17 ferite.

Alle 21.40 un kamikaze si fa esplodere davanti al Comptoir Voltaire, un ristorante situato nella stessa zona. Sedici persone rimangono ferite. Alla stessa ora un'auto si ferma davanti al teatro Bataclan, sempre nell'11mo arrondissement. Tre uomini armati di fucili d'assalto fanno irruzione nel locale e aprono il fuoco contro gli spettatori presenti in sala per il concerto della band americana Eagles of Death Metal. Poi prendono gente in ostaggio.

Alle 21.53 un'altra esplosione davanti allo Stade de France, dove muoiono in tutto 4 persone. Tre di loro sono terroristi. Pochi minuti più tardi, al Bataclan due agenti di polizia tentano un'incursione, sparano contro un terrorista che aziona però la propria cintura esplosiva. I due vengono presi di mira dal fuoco del commando che ha preso posizione su una balconata e si ritirano.

A mezzanotte e 18 minuti la polizia fa irruzione nel Bataclan. L'operazione dura mezz'ora. Vengono uccisi i due terroristi ancora in vita, uno dei quali si fa esplodere. Una carneficina, quella del Bataclan, che fa novanta morti e decine di feriti. Tra le vittime anche l'italiana Valeria Solesin.

Successivamente emerge che un quarto attentato avrebbe potuto essere commesso nel 18mo arrondissement qualche giorno dopo nel quartiere de La Défense. Per Hollande, che si rivolge ai francesi quella notte, quello di Parigi "è un atto di guerra compiuto da un esercito terrorista, l'Is". Il governo dichiara lo stato di emergenza.

Il 18 novembre, il belga-marocchino Abdelhamid Abaaoud, che secondo le autorità francesi ha giocato un ruolo determinante nell'organizzazione degli attentati, viene ucciso con due complici durante un raid delle forze dell'ordine a Saint-Denis.

L'unico sopravvissuto del commando responsabile degli attacchi, Salah Abdeslam, viene catturato dalla polizia belga a Molenbeek il 18 marzo 2016, dopo una fuga durata 4 mesi.

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