Home . Fatti . Esteri . Parigi, l'urlo dell'assalitore di Orly: "Sono qui per morire per Allah"

Parigi, l'urlo dell'assalitore di Orly: "Sono qui per morire per Allah"

ESTERI
Parigi, l'urlo dell'assalitore di Orly: Sono qui per morire per Allah

(Afp)

Torna la paura a Parigi. Un uomo è stato ucciso dai militari francesi all'aeroporto di Orly dopo aver assalito nella zona imbarchi e strappato l'arma a una soldatessa di pattuglia, impegnata nell'operazione Sentinelle. E' accaduto intorno alle otto e trenta di questa mattina. L'aeroporto è stato evacuato e il traffico aereo è stato completamente sospeso. Successivamente i terminal sono stati riaperti e il traffico riprenderà regolarmente entro domattina.

Secondo i primi riscontri delle indagini, l'assalitore aveva probabilmente un movente terroristico. Lo ha detto il procuratore anti terrorismo francese, Francois Molins, riferendo nel corso di una conferenza stampa che il 39enne ha urlato "sono qui per morire per Allah", mentre assaliva i militari di guardia all'aeroporto.

L'uomo, che stando a quanto riferiscono alcuni media francesi si chiama Ziyed B., dopo aver sottratto l'arma si è rifugiato in un negozio del terminal sud prima di essere colpito dalle forze di sicurezza.

Prima di arrivare a Orly, aveva aperto il fuoco contro un agente di polizia, ferito non gravemente, a un posto di blocco nella regione dell'Ile de France. Poi ha rubato la macchina di un automobilista, abbandonando la sua, ed ha raggiunto l'aeroporto.

L'aggressore è un cittadino francese di 39 anni, originario della Val-d’Oise, noto per reati comuni e per la sua radicalizzazione ma non era schedato come "S", ovvero tra le persone a particolare rischio di radicalizzazione islamica. Aveva precedenti giudiziari per traffico di stupefacenti ed era stato oggetto di "44 segnalazioni" al casellario giudiziale, secondo fonti di polizia citate da Le Parisien.

Ziyed B. era stato in libertà condizionata per rapina a mano armata. Era infatti noto per numerosi furti e rapine con violenza, sin da quando era un ragazzo. Nel 2015 era stato oggetto di una perquisizione per fatti di furto e ricettazione, che però non aveva portato a nulla.

Un'inchiesta è stata aperta dalla sezione antiterrorismo della procura di Parigi. Il padre e il fratello dell'aggressore sono stati fermati, come prevedono le procedure di rito, dai servizi antiterrorismo.

Si è intanto conclusa l'operazione degli artificieri e nessun esplosivo è stato trovato all'aeroporto di Orly.

Dal presidente francese François Hollande è arrivato un plauso al "coraggio e l'efficienza" dei poliziotti e dei militari intervenuti allo scalo francese per mettere fine alle "aggressioni commesse da un individuo particolarmente pericoloso".

"La sorveglianza sarà mantenuta al massimo livello e ancora una volta l'operazione 'Sentinelle' ha dimostrato la sua utilità in collaborazione con le forze di polizia e la gendarmeria", ha aggiunto il presidente.

L'OPERAZIONE SENTINELLE - La soldatessa aggredita oggi nella zona imbarchi dello scalo parigino di Orly è una dei circa 7000 militari attualmente impegnati nell'operazione 'Sentinelle', il maxi piano di sicurezza, attivato in Francia nel gennaio 2015, dopo gli attentati alla redazione di Charlie Hebdo, che mobilitò all'epoca fino a 10mila militari, divisi tra Parigi e il resto del Paese, per supportare il lavoro di poliziotti e gendarmi nel contrasto alla minaccia terroristica.

L'operazione Sentinelle fu organizzata, dopo l'attentato di gennaio 2015, in soli tre giorni: furono 10.500 i militari dispiegati sul territorio, con l'obiettivo di "dissuadere e proteggere". Costantemente criticato, si parlò molto della possibilità di abbandonarlo nel corso dell'anno, senza però che nessuno facesse alcun annuncio concreto in merito. L'operazione è andata avanti nel corso dei mesi, fino a una sua riorganizzazione, a settembre 2016.

Se all'inizio i soldati erano piuttosto impegnati in picchetti davanti a edifici o luoghi sensibili, successivamente l'attività di vigilanza si è spostata nelle strade parigine, soprattutto dopo gli attentati del 13 novembre 2015, con ronde e pattugliamenti, soprattutto nelle zone di interesse culturale, nei centri commerciali e nelle scuole, in base a orari di apertura e di maggiore presenza di persone.

Dopo l'attentato di Nizza, del 14 luglio 2016, i militari sono stati orientati soprattutto verso i luoghi ad alta frequentazione, oltre che nel controllo alle frontiere. Il numero degli uomini impegnati ha subito, dall'inizio dell'operazione, oscillazioni a seconda delle esigenze. All'inizio di settembre 2016, la cifra si è attestata a 7500 unità, con rinforzi costituiti da 3000 riservisti mobilitati, che all'indomani dell'attacco di Nizza furono richiamati nel giro di 24 ore.

L'ULTIMO SMS DELL'AGGRESSORE - Il 39enne ucciso questa mattina all'aeroporto parigino, in precedenza avrebbe scritto un sms indirizzato alla famiglia: "Ho fatto una cavolata, ho sparato alla polizia". Lo riportano alcuni media francesi.

Secondo BFMTV, il padre e il fratello dell'uomo si sono presentati spontaneamente al commissariato di Vitry-sur-Seine e durante l'interrogatorio avrebbero raccontato di aver ricevuto il messaggio.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI