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"Insensibili parole su Hitler e Olocausto", le scuse del portavoce di Trump

ESTERI
Insensibili parole su Hitler e Olocausto, le scuse del portavoce di Trump

(Afp)

Travolto dalla critiche e dalle polemiche per aver detto che neanche Hitler era "arrivato ad usare i gas contro il proprio popolo come ha fatto Assad", nonostante le camere a gas in cui i nazisti uccisero milioni di ebrei e di altre vittime dell'Olocausto, Sean Spicer si è scusato per le sue incredibili parole.

"Mi sono sbagliato a dare un riferimento inappropriato ed insensibile all'Olocausto per il quale, francamente, non ci sono paragoni" con la situazione attuale, ha detto il portavoce di Donald Trump intervistato alla Cnn da Wolf Blitzer. "E per questo io mi scuso, ho fatto uno sbaglio", ha aggiunto Spicer rispondendo alle domande del famoso anchorman della Cnn, che è figlio di sopravvissuti all'Olocausto, che ha insistito ricordandogli che i nazisti hanno rinchiuso ebrei, gay, Rom ed altre vittime dell'Olocausto nei campi di sterminio per ucciderli con i gas.

"E' chiaro che lo so", ha risposto Spicer tornando a spiegare che con le sue parole voleva enfatizzare il fatto che Assad bombarda con le armi chimiche. "E' stato un errore - è tornato poi a scusarsi - sarei dovuto rimanere sull'argomento, rimanere concentrato sulle azioni di Assad e le orribili atrocità che ha commesso contro il proprio popolo".

Non è la prima volta che Spicer si trova al centro di controversie e polemiche per le sue dichiarazioni dal podio della sala stampa della Casa Bianca. Ma raramente in questi mesi lui, come del resto Trump e gli altri suoi consiglieri, si è scusato per affermazioni chiaramente inesatte, preferendo invece andare allo scontro con la stampa.

La decisione quindi di concedere, a tarda sera, un'intervista non alla conservatrice Fox News ma ad un'emittente non amata come la Cnn, ed ad un anchorman della portata di Blitzer, è un segnale del fatto che la bufera creare dall'improvvido paragone del portavoce ha investito a pieno anche la Casa Bianca.

Le proteste, ed anche le richieste di dimissioni di Spicer, infatti erano arrivate non solo da media e democratici, ma anche da gruppi ebraici americani ed internazionali. Come il Centro Anna Frank che ha chiesto a Trump di licenziare il suo portavoce per le affermazioni suonate come negazioniste dell'Olocausto.

A ferire non è stata solo l'affermazione clamorosa riguardo al mancato utilizzo delle armi chimiche da parte di Trump, ma anche il fatto che nel tentativo di chiarire le sue parole Spicer ha usato il termine asettico di "centri dell'Olocausto" per indicare i campi di sterminio. Critiche e richieste di scuse sono arrivate poi anche dal governo israeliano, con il ministro dei Trasporti, Yisrael Katz che ha definito le parole di Spicer "gravi ed offensive". "Dobbiamo chiedere che si scusi o si dimetta", ha scritto su tweet.

Tra le reazioni che hanno preoccupato maggiormente la Casa Bianca vi è stata quella di Sheldon Adelson, miliardario di Las Vegas che è tra i maggiori donor dei repubblicani, al quale Spicer ha telefonato personalmente per scusarsi. "Sean ha chiamato per dire di aver fatto un terribile errori e scusarsi per l'offesa", ha riportato al Politico un portavoce di Adelson. Come ha ricordato la leader della minoranza democratica, Nancy Pelosi, la gaffe di Spicer è arrivata proprio nel giorno in cui "le famiglie di fede ebraica di tutta l'America celebravano la Pasqua ebraica. Sean Spicer deve essere licenziato, e il presidente deve sconfessarlo".

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