Home . Fatti . Esteri . Migranti, Gentiloni: "Serve impegno europeo"

Migranti, Gentiloni: "Serve impegno europeo"

ESTERI
Migranti, Gentiloni: Serve impegno europeo

(Afp)

Occorre "gradualmente sostituire il modello dei trafficanti" di migranti con "modelli regolari e legali" di migrazione verso l'Europa. "Sarà un percorso lungo, ma finalmente abbiamo una certa chiarezza nella strategia da portare avanti". E' quanto ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, dopo il vertice sulle migrazioni all'Eliseo con Francia, Germania e Spagna.

"Nelle ultime settimane e mesi abbiamo ottenuto nel Mediterraneo centrale dei risultati" nel contenimento dei flussi migratori. "Risultati iniziali, che vanno consolidati: è un impegno che va europeizzato e che non può essere solo" frutto dell'impegno di alcuni Paesi. L'impegno deve diventare un impegno europeo, perché questi risultati dimostrano che il vento può cambiare nei confronti del predominio delle migrazioni irregolari". Lo sottolinea il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, in conferenza stampa a Parigi al termine del vertice sulle migrazioni.  "Questo sforzo deve andare in parallelo con la stabilizzazione inclusiva della Libia e con lo sviluppo di alcuni Paesi chiave per il transito dei migranti. Non è caso che il Niger e il Ciad è qui", conclude Gentiloni. Le migrazioni di persone dall'Africa all'Europa "sappiamo che è un fenomeno strutturale" per ragioni economiche e demografiche. "Sono diffidente nei confronti di chi propone soluzioni immediate, che possano cancellare il fenomeno. Noi non rinunceremo alla nostra tradizione di accoglienza e di solidarietà, non rinunceremo a salvare vite umane. Ma dobbiamo rendere i flussi più controllabili. Rendere i flussi più controllabili aiuta anche i Paesi di transito".

 Per gestire un fenomeno complesso e strutturale come quello delle migrazioni "non ci sono soluzioni miracolose, ma non stiamo neanche a zero: rispetto a un anno fa abbiamo fatto passi avanti molto rilevanti" aggiunge Gentiloni. Al vertice per l'Ue c'era Federica Mogherini, presenti anche i capi di Stato di Niger, Ciad e il libico Fayez el Sarraj. Il presidente francese Emmanuel Macron, ha ricevuto all'Eliseo il presidente nigerino Mahamadou Issofou e quello ciadiano Idriss Deby. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha incontrato Macron.  

Il sistema di Dublino, che pone la maggior parte degli oneri sui Paesi Ue di primo arrivo dei richiedenti asilo, ribadisce la cancelliera Angela Merkel, "deve essere rivisto", perché "non offre soluzioni soddisfacenti. Cerchiamo di rinnovare questo sistema di Dublino e di trovare nuove soluzioni". In queste ultime settimane e mesi nell'interfaccia" tra Europa e Africa, dice la Merkel, "Italia e Libia, si sono prese misure estremamente concrete, grazie a Paolo Gentiloni e a Fayez al Serraj". Misure che hanno consentito "un'enorme diminuzione di coloro che muoiono" tentando di attraversare il Mediterraneo. Della stessa opinione anche il presidente francese Emmanuel Macron. "Sostengo totalmente la volontà di riformare profondamente il sistema di Dublino - ha detto - e spero che si acceleri su questa materia". Identificare gli individui che potrebbero ricevere asilo in Europa, mentre sono ancora nei paesi dell'Africa centrale del Niger e del Ciad per "metterli al sicuro il più rapidamente possibile" . Questa procedura, ha spiegato, permetterà di "dare asilo avviando la procedura dal territorio africano" e sarà condotta "in zone definite completamente sicure dei due Paei, sotto la supervisione dell'Unhcr". "L'identificazione degli aventi diritto avverrà con liste preparate dall'Unhcr", ha detto ancora Macron, spiegando che ci saranno "azioni coordinate con i Paesi africani nel campo della sicurezza" che "comprende anche una presenza militare sul campo" con "la possibilità di organizzare un rientro nei Paesi di origine". Per combattere i trafficanti di esseri umani occorre anche dare alle popolazioni dei Paesi di transito "altre prospettive di sviluppo locale". A questo riguardo, conclude Macron, "quello che si è fatto negli ultimi tempi tra l'Italia e la Libia è il perfetto esempio cui dobbiamo tendere".

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI