Home . Fatti . Esteri . Trump all'attacco degli Emmy: "I peggiori ascolti di sempre"

Trump all'attacco degli Emmy: "I peggiori ascolti di sempre"

ESTERI
Trump all'attacco degli Emmy: I peggiori ascolti di sempre

A sinistra Donald Trump, a destra Alec Baldwin nei panni del presidente Usa

Dopo aver lanciato dal podio del Palazzo di Vetro un durissimo attacco, praticamente una dichiarazione di guerra, alla Corea del Nord, Donald Trump ha trovato anche il tempo per dire la sua, con un tweet, la cerimonia degli Emmy, durante la quale il presidente è stato preso in giro da presentatori e premiati.

"Mi ha intristito vedere i cattivi ascolti dei premi Emmy", ha scritto il presidente riferendosi a dati che, in effetti, mostrano come quest'anno con i suoi 11,4 milioni di telespettatori la cerimonia abbia avuto un'audience leggermente superiore a quella dello scorso anno, in cui si era registrato il record negativo di 11,3 milioni.

"I più intelligenti sono i deplorevoli", ha aggiunto, usando l'ormai famoso termine, deplorables, con cui Hillary Clinton, con una battuta per la quale poi si scusò, dichiarò che metà degli elettori dell'avversario erano "razzisti, sessisti, omofobi, xenofobi, islamofobi".

Chissà se l''astio' di Trump deriva dal fatto che la notte degli Emmy è stata ancora una volta l'occasione per ribadire il 'no' del mondo dello spettacolo alla sua presidenza. Oltre al fatto che uno dei trionfatori della serata è stato il 'Saturday Night Show', il leggendario programma televisivo che ha vinto quattro premi, tra i quali quello per il miglior attore non protagonista ad Alec Baldwin proprio per la sua 'imitazione' di Donald Trump. "Alla fine, Mr President, ecco il tuo Emmy", così il 59enne attore newyorkese ha 'dedicato' la sua vittoria al presidente, con un caustico riferimento al fatto che, nella sua precedente vita di conduttore di show televisivi, Trump è stato per due volte candidato al premio televisivo senza mai vincerlo.

L'esilarante interpretazione di Trump da parte di Baldwin nei mesi scorsi ha provocato più di un'esplosione di rabbia via tweet da parte del presidente che lo scorso gennaio ha bollato lo show come "il peggiore della Nbc". E non deve aver fatto felice il presidente, che ha sempre amato rappresentarsi come un playboy, il consiglio che, alla luce dei mesi trascorsi nei panni di Trump, l'attore, che ha avuto recentemente tre figli in tre anni, ha dato agli americani: "A tutti gli uomini dico, mettetevi un parrucchino giallo, è la migliore forma di controllo delle nascite, fidatevi".

Ma a far esplodere letteralmente dalle risate il pubblico della serata è stata l'entrata in scena di Sean Spicer a bordo del 'podio a rotelle' che Melissa McCarthy usava per la sua imitazione, che le ha anche assicurato un Emmy, del portavoce della Casa Bianca silurato da Trump. "Questo sarà il più grande pubblico che abbia mai assistito ad una premiazione degli Emmy, punto e basta, sia di persona che nel resto del mondo", ha affermato Spicer, prendendo in giro se stesso ed il suo, infelice, esordio nella sala stampa della Casa Bianca con la prima delle tante, molte surreali, polemiche avviate con i giornalisti per difendere il molto spesso indifendibile presidente.

Anche Julia Louis Dreyfus, salita sul palco per essere premiata, ancora una volta, per l'interpretazione di Selina Meyers, la vice presidente e poi presidente dello show satirico 'Veep', ha lanciato una bordata a Trump. Ed ha rivelato che gli autori dello show stavano scrivendo una puntata con l'impeachment "ma abbiamo poi abbandonato il soggetto perché eravamo preoccupati che qualcuno potesse arrivare prima di noi", con un riferimento ad un possibile impeachment del presidente.

La scelta poi di premiare 'The Handmaid's tale' - la serie di Holu ispirata al romanzo di Margaret Atwood che è stata insieme a 'Big Little Lies' tra i vincitori della serata, a scapito di serie favorite come Westworld e The Crown - può suonare come una critica, o forse più un monito, contro i valori e le nuove, inquietanti, forze emerse con la vittoria di Trump. Ambientata in un futuro distopico, in un'America retta da un governo maschilista e fondamentalista che ha ridotto le donne in uno stato di schiavitù, la serie da molti è stata letta come un'allegoria dell'era Trump.

Commenti
Per scrivere un commento è necessario registrarsi ed accedere: ACCEDI oppure REGISTRATI