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Catalogna, elettori occupano i seggi

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Catalogna, elettori occupano i seggi

(Afp)

Gruppi di genitori catalani, studenti e attivisti indipendentisti hanno iniziato oggi ad occupare le scuole dove verranno allestiti domenica i seggi per il referendum secessionista che Madrid ha dichiarato illegale. L'associazione Escoles Obertes, sostenuta dai genitori degli studenti, ha organizzato insieme ad altri comitati attività, feste e anche pigiama party da svolgere da questa sera in poi all'interno delle scuole per garantire che rimarranno aperte domenica per il voto.

In questo modo si intende sfidare l'ordine dei giudici di chiudere le scuole per impedire che vengano usate come seggi elettorali.

Intanto, il capo dei Mossos, la polizia catalana, Josep Llus Trapero, ha dovuto, suo malgrado, rispettare le indicazioni arrivate dalla magistratura ordinando che domenica mattina alla sei si chiudano i centri di votazione - quindi anche le scuole occupate - e si sequestrino le urne, ma senza ricorrere alla forza.

Nell'ordine più volte si ribadisce il divieto di usare la forza, soprattutto di fronte a manifestazioni di 'disobbedienza passiva', e si esortano gli agenti a cercare di favorire "la mediazione per contribuire al mantenimento della pace sociale e della convivenza". La polizia catalana potrà chiedere l'appoggio alla Guardia Civil - che è quella che ha condotto nei giorni scorsi gli arresti dei funzionari catalani e le perquisizioni - e alla Policia Nacional.

I partiti e le organizzazioni indipendentiste catalane chiudono oggi la campagna per il referendum di domenica con una grande manifestazione e successivo concerto a Barcellona. Sul palco, di fronte a decine di migliaia di persone, i rappresentanti della Generalitat, il governo catalano, il presidente Carles Puigdemont, e il vice presidente Oriol Junqueras, insieme agli esponenti di tutte le altre formazioni che appoggiano il referendum.

BARCELLONA: REFERENDUM SI FARA' - Il referendum sulla secessione della Catalogna si farà, sono pronti 2.315 seggi per il voto di domenica, ha dichiarato oggi il governo autonomo catalano in una conferenza stampa a Barcellona, in aperta sfida al governo centrale di Madrid.

L'esecutivo catalano - rappresentato dal portavoce Jordi Turull, il ministro degli Esteri Raul Romeva e il vice presidente della Generalitat Oriol Junqueras - ha garantito che il referendum si terrà domenica dalle nove alle venti malgrado i "tentativi di chiudere i seggi". Alle urne, hanno detto, sono chiamati 5,3 milioni di catalani.

IL NO DI MADRID - "Non ci sarà nessun referendum" in Catalogna, la dura risposta di Madrid alla Catalogna. Al termine del Consiglio dei ministri, il portavoce del governo spagnolo, Inigo Mendez de Vigo, ha avvertito che "i responsabili di questa situazione risponderanno davanti ai Tribunali in forma personale e patrimoniale", riferisce il quotidiano catalano La Vanguardia.

Mendez de Vigo ha avvertito il presidente della Generalitat Carles Puigdemont e il suo vice Oriol Junqueras che il loro comportamento manifesta "reiterata disobbedienza e grave slealtà".

Il primo ottobre, ha affermato il portavoce, "non vi sarà alcun referendum" in Catalogna. "Questo è un processo illegale fin dal suo inizio e il governo impedirà che possa realizzarsi", ha detto Mendez de Vigo, sottolineando come la consultazione si svolga fuori dalla legalità e sia priva di garanzie.

Il governo spagnolo ha escluso che i vertici della Generalitat catalana possano essere degli interlocutori per il primo ministro Mariano Rajoy all'indomani del referendum. E' quanto sottolinea El Pais. Fonti governative, scrive il quotidiano, sono state ancora più esplicite nello spiegare che nessun membro del governo catalano né il partito separatista antisistema Cup che lo sostiene potranno aprire alcun tipo di dialogo con il governo di Madrid dopo lo svolgimento del referendum.

PUIGDEMONT: SERVE SOLUZIONE POLITICA- "Il popolo della Catalogna vuole decidere il suo futuro democratico e l'unico metodo possibile è il referendum" ha detto, intervistato dal Tg5, Carles Puigdemont. "A Rajoy dico che la questione non si risolve con giudici, guerra sociale, ma che la soluzione deve essere politica, serve un dialogo che sono disposto a portare avanti dalla notte dell'1 ottobre, dopo il referendum". "L'Europa - ha concluso - deve intervenire sul rispetto di diritti civili che sono calpestati in Catalogna".

SPAZIO AEREO - Intanto le autorità spagnole hanno chiuso lo spazio aereo a elicotteri e ultraleggeri per impedire che siano prese foto dall'alto di eventuali manifestazioni che dovessero tenersi nelle prossime ore a Barcellona, in coincidenza con il referendum. L'aviazione civile spagnola, secondo quanto riferito da El Mundo, ha disposto questa restrizione fino a lunedì 2 ottobre.

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