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Jfk files, cosa c'è di nuovo

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Jfk files, cosa c'è di nuovo

(Afp)

Per chi sperava di poter ricavare indicazioni definitive sull'uccisione di John Fitzgerald Kennedy, le 2.800 pagine di documenti resi pubblici dai National Archives potrebbero essersi rivelate una delusione. Eppure, in attesa che i circa 300 documenti ancora mantenuti segreti vengano resi pubblici, come promesso anche oggi dal presidente Donald Trump, è possibile stilare un primo indice delle 'novità' sulla vicenda dell'assassinio di Jfk nel 1963, rispetto alla sterminata mole di documenti e pubblicistica prodotti negli anni.

Da una prima lettura dei file Politico ha individuato "7 new findings" rispetto a quanto finora noto. Il primo, riguarda i timori dell'allora direttore dell'Fbi Edgar J Hoover riguardo alla credibilità di Lee Harvey Oswald quale assassino di Kennedy agli occhi dell'opinione pubblica americana.

In un memo scritto il 24 novembre del 1963, lo stesso giorno in cui Oswald venne ucciso da Jack Ruby, in quella che al momento apparve come una vendetta, Hoover espresse la sua preoccupazione per l'incertezza creata dall'incidente e discusse la necessità di trovare prove concrete della colpevolezza di Oswald. "La cosa che mi preoccupa, e che preoccupa Katzenbach (l'allora vice ministro della Giustizia, ndr) è di avere qualcosa per convincere l'opinione pubblica che Oswald è il vero assassino".

La figura di Ruby - e le sue connessioni con la criminalità di Chicago - è nuovamente oggetto di un memo scritto da Hoover. La data è sempre il 24 novembre del 1963, il giorno in cui Ruby uccise Oswald nei sotterranei della polizia di Dallas, appena due giorni dopo che questi era stato arrestato e accusato della morte di Kennedy. "Non abbiamo alcuna informazione solida su Ruby, anche se ci sono voci su sue attività illegali a Chicago", scrisse il direttore dell'Fbi, che definì "imperdonabile" il fatto che la polizia di Dallas non riuscì a proteggere Oswald, nonostante fosse stata allertata sulle possibili vendette alle quali rischiava di andare incontro.

Un'altra novità rispetto ai fatti già noti riguarda un colloquio telefonico tra Oswald e un agente del Kgb sovietico, intercettato dalla Cia due mesi prima dell'assassinio di Kennedy. I documenti indicano che Oswald parlò in un "russo stentato" con il console sovietico a Città del Messico, Valeriy Vladimirovich Kostikova, "identificato come agente del Kgb".

I documenti pubblicati giovedì notte dai National Archives comprendono anche diverso materiale riguardante Martin Luther King, all'epoca nel mirino dell'Fbi di Hoover. Da uno dei documenti si ricavano i timori dell'Fbi riguardo ai rapporti di King con alcuni movimenti e partiti comunisti. Nella sua campagna per i diritti civili, si legge nel documento, King "ha cercato e si è affidato ai consigli di vari individui, compresi i seguenti:". Ma a questo punto, il documento presenta degli omissis. Il file prosegue nel dettagliare l'articolo scritto da King e intitolato "Quello che noi negri chiediamo al presidente", segnalato per la sua "pubblicazione esclusiva" in un numero dell'ottobre 1964 su 'Vie Nuove'.

Dai nuovi documenti emerge anche che Lyndon B. Johnson, il successore di Kennedy, era convinto che l'assassinio di Jfk fosse una vendetta per l'uccisione del presidente vietnamita Ngô Đình Diệm, in un golpe al quale Kennedy aveva dato il via libera. A sostenere questa tesi, si legge nei documenti, è l'allora direttore della Cia Richard Helms, che in una deposizione dell'aprile del 1975 affermò: "Il presidente Johnson era solito dire che la ragione per la quale il presidente Kennedy venne assassinato era che lui aveva assassinato il presidente Diem". Un altro documento rivela una conversazione intercettata tra due agenti dell'intelligence cubana, nella quale uno dei due confida all'altro che Oswald era "un buon tiratore" perché "lo conosceva".

Dai nuovi file emerge anche la figura di Robert Kennedy, fratello minore di Jfk, allora ministro della Giustizia. A Robert Kennedy venne inviato un memo che lo metteva in guardia dalla prossima uscita di un libro che avrebbe rivelato la sua "stretta relazione" con l'attrice Marilyn Monroe. Secondo il memo, nel libro del 1964 di Frank Capell, intitolato 'La strana morte di Marilyn Monroe', l'autore "sostiene che lei abbia avuto una stretta relazione con la signorina Monroe".

Infine, c'è quella che la stampa britannica definisce la possibile 'British connection' nell'assassinio di Jfk. Da uno dei documenti emerge che un giornalista del quotidiano inglese Cambridge Evening News ricevette una telefonata anonima che lo invitava a telefonare all'ambasciata Usa per una "grossa notizia". Poi, l'interlocutore attaccò. La telefonata avvenne 25 minuti prima che Kennedy venisse assassinato a Dallas.

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