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Missili e bombe H: l'arsenale coreano

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Missili e bombe H: l'arsenale coreano

(Foto Xinhua)

Un arsenale mostruoso: è quello accumulato da Pyongyang. Pare disponga di almeno mille soldati, 3.500 carri armati e 431 caccia bombardieri ma anche missili dalle caratteristiche poco conosciute, forse armati con testate nucleari. Difficile fare una valutazione precisa, vista la natura segreta di tutta l'operazione, ma non c'è dubbio che la Corea del Nord abbia un armamentario da non sottovalutare.

E mentre continua a crescere costantemente la tensione con Washington, Kim Jong-un sembra non voler smettere di incrementare il proprio arsenale militare. Secondo un rapporto del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per l'attività militare, tra il 2004 e il 2014, il regime ha speso annualmente circa 3,5 miliardi di dollari. Una cifra destinata ad aumentare, almeno considerando le ultime provocazioni lanciate da Pyongyang.

Il paese dovrebbe contare anche su oltre mille testate capaci di raggiungere la Corea del Sud e il Giappone e, secondo fonti dell'amministrazione Usa, starebbe sviluppando anche un missile balistico intercontinentale in grado di raggiungere il continente americano. Tuttavia, a preoccupare maggiormente la comunità internazionale è la possibilità che tali missili siano armati con testate nucleari.

Intanto si attendono nuove provocazioni strategiche, "inclusi lanci di missili balistici aggiuntivi e un sesto test nucleare", ha specificato il vice ministro della Difesa sudcoreano Suh Choo-suk, rinnovando i timori sull'imprevedibilità del regime nordcoreano. L'ultimo test risale a martedì scorso, quando il vettore Hwasong-12 ha sorvolato il Giappone finendo poi nel Pacifico. Un razzo a medio raggio - sparato con un angolo "normale" ma con una potenza ridotta che lo ha fatto volare per circa 2.700 km, con un'altitudine massima di 550 km - che si aggiunge alle altre tipologie di missili - e relative varianti - che il paese potrebbe utilizzare in caso di guerra.

RODONG - Il Rodong o Ro-dong è un missile balistico a medio raggio, noto anche come No-dong nella sua pronuncia nordcoreana. Lungo fra i 15 e i 16 metri, con un diametro che varia tra il metro e 32 e il metro e 35, il Rodong nasce intorno alla metà degli anni '80 dallo studio dei disegni dei missili Scud di provenienza egiziana, irachena e cinese, potenziandone la grandezza e la gittata. Identificato per la prima volta dai satelliti Usa nel 1990, il Rodong ha capacità che restano finora sconosciute: nella sua variante Rodong-1, il missile viene considerato una versione ingrandita dello Scud C con una bassa precisione. Del missile esistono le varianti Rodong-2, Rodong B e Rodong X e Rondong A, versione quest'ultima che si crede sia ora a disposizione per essere armata.

TAEPODONG - Altra testata a disposizione del regime nordcoreano sarebbe il Taepodong-2, altrimenti noto anche come TD-2 o Taep'o-dong 2. Si tratta di un progetto di missile balistico intercontinentale a due o tre stadi sviluppato dalla Corea del Nord come successore del precedente Taepodong-1. Il missile ha una lunghezza di quasi 36 metri e un diametro di circa 2. Il Taepodong-2 sarebbe il missile con il raggio d'azione più grande dell'arsenale nordcoreano. I dettagli del progetto sono scarsi: quello che è noto è che il primo stadio del missile è spinto da un propellente liquido ed è teleguidato a distanza, mentre il secondo usufruisce della spinta di un missile balistico a corto raggio Rodong.

UNHA - Si tratta di un lanciatore spaziale espandibile derivato dal Taepodong-2. Anche in questo caso i dettagli tecnici sono scarsi: dall'altezza di circa 32 metri e il diametro di circa 2 metri e 40, secondo alcuni analisti il primo stadio dell'Unha sarebbe formato da quattro missili Rodong-1, il secondo dovrebbe essere basato sulla tecnologia del SS-N-6 mentre il terzo ed ultimo stadio potrebbe essere identico al secondo stadio del vettore Safir, il famigerato "ambasciatore" iraniano.

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