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Arabia Saudita, 10mila 'capitane' al volante: auto diventa rosa

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Arabia Saudita, 10mila 'capitane' al volante: auto diventa rosa

L’Arabia Saudita apre lo sportello del guidatore alle donne. E ora le donne sono pronte ad accendere il motore per lavorare. Riad ha varato la svolta che autorizza la concessione delle 'patenti rosa' a partire dal prossimo giugno. La rivoluzione avviata dal decreto del re Salman Bin Abdul Aziz Al Saud è destinata ad avere un impatto sociale ed economico.

La patente si appresta a diventare un biglietto di ingresso nel mondo del lavoro in un paese in cui il trasporto privato ha trovato un mercato fertile. Non è un caso, quindi, se la svolta dell'Arabia Saudita non coglierà impreparati colossi del settore, in particolare le app che finora hanno accolto le donne a bordo come clienti. E che ora sono pronte ad arruolarle al volante.

E' il caso di Careem, la 'transportation network company' di Dubai che è alla ricerca di migliaia di 'female driver'. Anzi, migliaia di 'capitane'. "Sin dall'inizio abbiamo manifestato la volontà di aprire la nostra piattaforma al lavoro femminile", spiega Murtadha AlAlawi, responsabile della Comunicazione di Careem in Arabia Saudita, all'Adnkronos. Abbiamo già avviato i programmi di training per arruolare le 'Captainahs' attraverso i nostri uffici di AlKhobar City due settimane dopo il decreto reale",aggiunge.

"Continueremo a lavorare per essere pronti a giugno per l'attivazione di servizi dedicati alle donne: il nostro obiettivo è registrare più di 10.000 Captainahs prima della data in cui alle donne sarà permesso guidare. Il servizio –precisa- sarà riservato alle donne e alle famiglie, non si rivolgerà agli uomini".

La macchina viaggia spedita: "Abbiamo ricevuto migliaia di candidature, l'80% dalle maggiori città del paese: Riad, Gedda e Dammam". A farsi avanti sono soprattutto ragazze e donne che sanno già disimpegnarsi alla perfezione tra segnali e semafori: "Più del 60% di loro è in possesso di patenti internazionali".

Le donne che si siederanno al volante sanno già, in linea di massima, qual è il lavoro che le attende. "In Arabia Saudita, le donne costituiscono il 70% della clientela di Careem. Detto questo, anche il numero di utenti di sesso maschile sta crescendo: due anni fa erano il 15%, oggi sono diventati il 30%". Le selezioni, precisa, si svolgono secondo un protocollo ben delineato. "Abbiamo varato un processo di reclutamento estremamente rigido, vogliamo garantire sicurezza ed alta qualità del servizio che offriamo attraverso la nostra piattaforma", spiega.

"Si comincia inviando la propria candidatura online, si entra in un programma di traning ad ampio raggio: si parla di pratiche di customer care, bisogna conoscere il sistema Careem e- non ultimo- le norme, con particolare attenzione al codice della strada locale". Prima di arruolare una 'capitana', "esaminiamo i documenti personali, controlliamo il suo 'security record' presso le agenzie governative e, ovviamente, esaminiamo il suo veicolo".

L'Arabia Saudita sta diventando sempre più speciale anche per Uber, che opera già in 6 continenti, 77 paesi e oltre 600 città con oltre 3 milioni di autisti partner operativi nel mondo e 4 miliardi di viaggi effettuati nel 2017. In Arabia, il colosso è già presente in 18 città e nel paese ha registrato più di un milione di viaggi negli ultimi 3 mesi. A bordo, sono saliti turisti provenienti da 74 nazioni differenti.

"Ad ottobre dello scorso anno –spiega l'azienda all'Adnkronos- abbiamo annunciato i piani per la realizzazione di un centro di supporto dedicato alle autiste partner donna, così da consentire anche a loro di utilizzare la piattaforma in qualità di driver". L'iter, anche in questo caso, è già definito e ruota attorno ai Greenlight Hub, i centri che gli autisti partner visitano per formarsi sull'utilizzo dell'app di Uber e per ricevere supporto anche dopo averla usata.

"In Arabia Saudita esistono 6 differenti location che accolgono centinaia di autisti partner da tutto il Regno. Il più grande GLH del Paese ha più di 3.500 autisti partner con cui collabora su base settimanale. Il centro di Ryad –prosegue la compagnia- si avvale della collaborazione di oltre 55 esperti sul posto per sostenere gli autisti".

Ora, l'apparato lavora anche per accompagnare la rivoluzione rosa: "Il primo passo sarà quello di avviare un ascolto attento per comprendere le sfide che le donne potrebbero affrontare alla guida, in modo da poter sviluppare il miglior prodotto e la miglior soluzione possibile per loro. Collaboreremo con gli stakeholder indispensabili per facilitare le pratiche burocratiche, la formazione e l'accesso ai veicoli compreso l'accesso a una scuola guida gestita da terzi partner governativi".

Non è azzardato ipotizzare che la svolta avrà effetti tangibili in termini di occupazione e qualità della vita: "Oggi più di 140.000 sauditi stanno utilizzando Uber come opportunità economica. Il 67% ha scelto di diventare partner di Uber per l'opportunità che dà di poter lavorare part-time e con flessibilità".

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